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Covid in ritirata, tre dati confermano la fase calante di Omicron: il report Gimbe

Covid in ritirata, tre dati confermano la fase calante di Omicron: il report Gimbe. I dati del nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe confermano il Covid in ritirata dall’Italia. In particolare, a scendere sono i nuovi casi, le ospedalizzazione e, per fortuna, anche i decessi. E i primi due calano per la terza settimana consecutiva.

Dal 9 al 15 febbraio, infatti, i nuovi casi di Covid-19 registrano una netta flessione: circa 440mila, ovvero -32,3% rispetto alla settimana precedente. “Un crollo imputabile sia al netto calo dei tamponi”, pari al -27,8% nello stesso arco di tempo, “sia alla ridotta circolazione virale che rimane ancora elevata, come documenta la stabilità del tasso di positività dei tamponi”.

Come detto, il report segnala anche un calo dei decessi: negli ultimi 7 giorni sono stati 2.172 (di cui 184 riferiti a periodi precedenti), -16,2% rispetto alla settimana precedente. A calare del 19,6% sono stati anche i casi attualmente positivi. Bene anche la pressione ospedaliera in diminuzione. Dal 9 al 15 febbraio si è registrato un calo del 14,9% dei pazienti ricoverati in area medica e un calo del 18,7% dei ricoveri in terapia intensiva.

Covid in ritirata: calano casi, ricoveri e decessi in Italia

La discesa della quarta ondata insieme alle elevate coperture vaccinali e all’arrivo della primavera “permettono di guardare al futuro con ragionevole ottimismo, al netto di nuove varianti più contagiose o più gravi. Tuttavia, se da un lato questo permette di allentare progressivamente le restrizioni, dall’altro la consapevolezza della stagionalità del virus impone a governo e Regioni di utilizzare i mesi di tregua per programmare la campagna vaccinale d’autunno, al fine di evitare nuove ondate di ricoveri e decessi, soprattutto in persone anziane e fragili”.

Questo il consiglio del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, a commento dei dati del monitoraggio settimanale. Cartabellotta sottolinea la necessità di “tenere in conto anzitutto dell’eventuale necessità di un richiamo prima del prossimo inverno”. E mette in evidenza che “i non vaccinati (anche se guariti) e i contagiati durante la quarta ondata che non hanno fatto il booster si ritroveranno nuovamente esposti al virus”.

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