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Guerra in Ucraina, Putin apre alla trattativa: decisivo il pressing della Cina

Guerra in Ucraina, Putin apre alla trattativa: decisivo il pressing della Cina. Con un messaggio diretto, il ministro degli Esteri cinese segna un deciso cambio di direzione sull’asse Pechino-Mosca. Per Wang Yi “la sovranità e l’integrità di ogni Paese vanno rispettate, e questo vale anche per l’Ucraina”.

Così, dal totale allineamento dei giorni scorsi, con la Cina che aveva definito legittima l’azione militare russa, ora il messaggio rivolto al Cremlino dal governo di Pechino, è volto a frenare l’escalation e a riportare tutti sulla strada della diplomazia. Una delegazione russa è già a Gomel, 310 chilometri a sud-est di Minsk, in Bielorussia, per sedersi al tavolo delle trattative. Ma il presidente Zelensky pone le sue condizioni: “Il dialogo in qualsiasi altra città, non in Bielorussia”.

“Continueremo ad opporci fermamente a tutte le potenze egemoniche e a salvaguardare fermamente i diritti e gli interessi legittimi dei Paesi in via di sviluppo, soprattutto dei Paesi di piccole e medie dimensioni”, fanno sapere gli uomini di Xi Jinping. Pechino però ribadisce che le preoccupazioni della Russia sulla propria sicurezza siano legittime e debbano essere seriamente ascoltate e risolte.

Guerra in Ucraina, Putin apre la trattativa

Inoltre, la Cina conferma il suo no alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che invoca l’autorizzazione all’uso della forza e le sanzioni ai sensi del Capitolo VII della Carta dell’Onu. Secondo diversi osservatori la sterzata della Cina è da interpretare con la preoccupazione di venire a sua volta travolta dalle conseguenze delle misure restrittive varate contro Mosca da Europa e Stati Uniti.

Inoltre, Pechino ha ordinato a Bank of China e a Industrial and Commercial Bank of China, le due più grandi banche commerciali controllate dal governo, di limitare le operazioni con la Russia. L’obiettivo è quello di evitare i rischi legati proprio alle sanzioni finanziarie internazionali contro Mosca.

L’annuncio che il Cremlino ha inviato una delegazione a Gomel, in Bielorussia, per negoziare con Kiev, il leader ucraino Zelensky si dice pronto a negoziare ma non in Bielorussia, cercando di assencondare in qualche modo le richieste dei nazionalisti che sono a priori contro ogni incontro con Putin. “Qualunque città va bene per i negoziati tra cui Varsavia, Istanbul e Baku, ma non Minsk”, ha detto Zelensky.

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