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Gerry Scotti contro i no vax: “Hanno un criceto nel cervello. Guerra? C’è solo un aspetto positivo. E su Berlusconi…”

Gerry Scotti contro i no vax: “Hanno un criceto nel cervello. Guerra? C’è solo un aspetto positivo. E su Berlusconi…”. Gerry Scotti contro i no vax, il conduttore senza peli sulla lingua parla di Covid, guerra e delle sue esperienze televisivi sempre a Mediaset in una intervista a ‘Libero quotidiano’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Non dovevamo essere fuori pandemia?
«L’allentamento delle misure ha generato una ventata di ottimismo ma mi pare che i numeri, purtroppo, siano inconfutabili. C’è poi questa sensazione, che è figlia dell’ignoranza, secondo la quale il Covid si sarebbe ridotto a una brutta influenza… Io capisco che abbiamo tutti bisogno di buone notizie ma non è ancora il momento di fare i fenomeni».

Lei non avrebbe allentato le misure?
«Non spetta a me deciderlo. Personalmente però continuerò a tenere la mascherina e a osservare il distanziamento anche a emergenza terminata».

[…] C’è chi ha scritto: «Fedez si è ammalato perché è vaccinato». Come abbiamo fatto a ridurci così?
«Ah, guardi, non me ne capacito! Bisognerebbe prendere, una per una, le persone che hanno scritto queste cose e fare loro uno screening total body, cervello compreso. Qui probabilmente troveremmo solo un criceto, e pure malconcio. Tra l’altro ci tengo a cogliere l’occasione per rivolgere un abbraccio a Fedez».

Certo che questa sua stagione di Striscia è decisamente in salita: oltre a Covid, pure la guerra in Ucraina. Di nuovo, le chiedo: quando ne usciremo?
«Temo che la convalescenza sarà lunga, proprio come per la pandemia. Anche se oggi stesso si firmasse un armistizio, dovremo fare i conti con gli effetti della guerra almeno per un anno e mezzo. È un disastro, una tragedia. Riesco a trovare solo un aspetto positivo».

Quale?
«Grazie a Internet, la guerra non è più qualcosa di lontano, sul quale ti aggiorna il Tg la sera. Non puoi più ignorarlo. È un problema che riguarda tutti».

Gerry Scotti contro i no vax: “Hanno un criceto nel cervello”

[…] Cosa pensa della decisione di escludere gli artisti russi dalle manifestazioni?
«Ho difficoltà ad accettare una cosa del genere perché l’arte e lo sport sono il primo passo per educare alla pace e all’integrazione. Capisco, semmai, se si decide di escludere uno sportivo sostenuto da grossi sponsor di oligarchi ma è una situazione che si potrebbe verificare giusto nella F1, come è successo».

[…] Il sodalizio tra lei e Ricci è storico. E lui è un genio indiscusso. Non sarebbe però ora di punzecchiarlo un po’ e spingerlo a fare show diversi da Striscia e Paperissima?
«Le idee non gli mancano! Ma Striscia è una macchina complessa, mastodontica, che assorbe energie e risorse. Il problema è solo quello».

Lei non ha mai lavorato per la Rai: una mera casualità?
«Mediaset è sempre stata molto brava a offrirmi il rinnovo giusto, alle condizioni giuste. È dura che qualcuno possa offrirmi una comfort zone come quella che mi sono costruito qui».

Però non è mai stato berlusconiano. A Mediaset c’è quindi davvero posto per tutti?
«Confermo, compreso per gli juventini e gli interisti. Tra l’altro ormai per Berlusconi nutro un affetto quasi filiale: nelle occasioni comandate ci sentiamo, mi dà consigli, anche se sa che non sono berlusconiano».

Va ancora a votare?
«Sì, anche se faccio fatica a trovare il simbolo giusto: non ne riconosco più uno. Ormai di volta in volta scelgo il meno peggio, ragionando sulla persona che mi ispira al momento più fiducia. Mi oriento meglio in ambito locale».

Intende nelle elezioni regionali?
«No: nelle votazioni di condominio. Lì so come muovermi e chi mi piace. Già in ambito rionale faccio più fatica, in città diventa ancora più complicato, in Regione proprio non saprei».

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