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Lùnapop, Gabriele Galassi: “Lite? Ho sentito tante leggende, ecco la verità. Oggi faccio tutt’altro”

Lùnapop, Gabriele Galassi: “Lite? Ho sentito tante leggende, ecco la verità. Oggi faccio tutt’altro”. Lùnapop, Gabriele Galassi, il chitarrista che insieme a Cesare Cremonini fondò il gruppo, si racconta in una intervista all’edizione bolognese de ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Gallassi, di tempo ne è passato. Molti la ricordano chitarrista e oggi la ritrovano imprenditore.
«In realtà la musica è il filo conduttore di tutto quello che ha guidato inizialmente la collaborazione con Red Points, della quale io e Sveva siamo diventati punto di riferimento in Italia e nella mia Bologna: l’interesse principale era la lotta alla contraffazione e alla pirateria online. Poi le cose si sono evolute, abbiamo notato che il mercato del settore stava cambiando con nuove richieste da parte dei privati e che il tipo di necessità che stavano emergendo erano molto diverse rispetto al passato».

Degli anni del successo musicale che ricordo ha?
«Un periodo bellissimo e dei ricordi splendidi di un ragazzino che a 18 anni insieme a un gruppo di amici è riuscito a vivere qualcosa di unico. Io e Cesare Cremonini ci conoscevamo dalle elementari e ritrovarsi a vincere il Festivalbar fu sicuramente un’esperienza indimenticabile. Successivamente ci sono state delle vicissitudini, ormai è passato tanto tempo ma mi fanno ridere delle leggende che si sentono dire in giro ancora oggi».

Lùnapop, Gabriele Galassi: “Lite? Ho sentito tante leggende”

Per esempio?
«Quella sulle fidanzate che avevano creato divisioni, portandoci a litigare e sciogliere i Lùnapop. La cosa fu molto più semplice anche se antipatica, sintetizzabile con “criticità manageriali”. Una gestione poco trasparente secondo alcuni di noi ma che portò in secondo piano l’amicizia che durava dalle elementari tra me e Cesare. Nulla di legato all’aspetto artistico e, tengo a dirlo, nutro molto rispetto per quello che fa Cesare, un grande artista, che rimane una persona importante della mia vita».

[…] Sembra un mondo apparentemente distante da quello artistico, o comunque lontano dai suoi esordi sulla scena per il grande pubblico.
«La mia formazione è stata di tipo giuridico ed è appunto in uno studio legale che ho conosciuta Sveva Antonini. Non sembrano esserci legami ma in realtà fin da ragazzino ero molto affascinato dalla figura di Paolo Conte, un avvocato con il dono della musica. Talmente tanto che la musica lo ha poi totalmente assorbito, anche io non riesco a non rimanerne innamorato».

[…] Effettivamente è così difficile eliminare questo tipo di contenuti?
«Tutto dipende da dove si trova caricato il materiale. Se è su Facebook la dinamica sarà di un tipo se si trova su un blog sarà di un altro. La cosa importante da dire è che abbiamo creato un algoritmo reputazionale che nasce grazie a un database con milioni di fonti che ci permette di prevedere il comportamento che avranno nel procedimento. Un elemento chiave è ovviamente la proliferazione di un certo contenuto e la sua condivisione».

Lùnapop, Gabriele Galassi: “Prima avevamo fondato i Senza Filtro”

Gli anni di successo dei Lùnapop sono coincisi proprio con quelli nei quali fu più attiva la piattaforma Napster che sollevò il tema del diritto d’autore nella musica. Oggi qual è la situazione?
«Un momento di svolta è stato il 2008-09 con la diffusione di Spotify e un approccio che ha incredibilmente cambiato il mondo della pirateria, di fatto limitandolo in modo fondamentale. Questo è avvenuto anche perché nel frattempo è scomparso anche il supporto fisico come il Cd. Di fatto oggi l’artista, stando alle intenzioni, percepisce un’entrata, anche se su quello andrebbero fatti dei distinguo».

«Squérez» rimane l’album musicale di un gruppo italiano più venduto nella storia ma anche il vostro unico disco. Un caso veramente eccezionale.
«Di fatto potremmo considerarlo già il Greatest hits con il quale abbiamo salutato il pubblico (ride, ndr). Erano in realtà canzoni nate quando io, Cesare e Alessandro avevamo fondato i Senza Filtro, diventati poi i Lùnapop. Sono quindi tutte canzoni composte quando avevamo tra i 15 e 18 anni».

Lei, tra l’altro, ha avuto una nuova avventura musicale con gli ex componenti della band.
«Sì. Io, Alessandro De Simone e Andrea Capoti, che aveva collaborato con i Lùnapop creammo i Liberpool pubblicando un album autoprodotto. Di fatto siamo stati un po’ precursori dell’indie che va molto di moda oggi. Comunque ogni dieci anni ci siamo ripromessi di fare qualcosa e quindi credo che qualcosa faremo. Ci siamo tenuti distanti dalle major e i loro meccanismi, siamo capitati in un momento di cambiamento della musica, proprio nella fase centrale in cui qualcosa si stava modificando».

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