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Maurizio Lastrico: “Don Matteo? Nardi non colpisce per la bellezza. Non sono sex symbol, far ridere non funziona”

Maurizio Lastrico: “Don Matteo? Nardi non colpisce per la bellezza. Non sono sex symbol, far ridere non funziona”. Maurizio Lastrico su Don Matteo e non solo, l’attore e comico genovese, 43 anni, parla delle sue esperienze dentro e fuori dal set in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Triangoli amorosi che capitano soltanto nella finzione, vero?
«Posso dire proprio di sì. Non sono un sex symbol. Però la cosa forte di Nardi è che non fa leva sulla bellezza, è un persona molto normale. A colpire è più il suo animo, l’essere comprensivo, i suoi valori, l’umorismo, avere un cuore buono. Nella vita non paga tanto, ma d’altra parte “Don Matteo” è una fiaba».

[…] Tra comici si riesce a rimanere seri mentre si lavora?
«Impossibile, anche se non rido facilmente. Frassica è come se avesse una lente surreale che gli fa vedere il mondo sotto un altro aspetto, riesce ad appigliarsi alle situazioni in modo sorprendente, è quasi poetico. Ha una grande disciplina, è molto serio sul lavoro. Però poi dispensa i suoi tocchi geniali anche alla troupe e alle comparse».

Oltre a Maria Chiara Giannetta, con chi hai legato sul set?
«Io e lei siamo amici, abbiamo lo stesso umorismo, condividiamo le medesime scelte lavorative e ci piace chiacchierare per il gusto di farlo. Domenico Pinelli (il carabiniere Romeo Zappavigna, ndr) è un talento mostruoso, è il classico compagno di banco, è l’amico che mi sgrida se sono pigro o trasandato. È una figura fondamentale per me».

Maurizio Lastrico: “Don Matteo? Nardi non colpisce per la bellezza”

[…] Cosa ti ha lasciato Terence Hill e cosa ti ha dato Raoul Bova?
«L’amore di Terence per il suo mestiere ha permeato tutta la troupe. Ha un’attenzione e un approccio quasi mistico al lavoro. Per quanto facciamo una cosa leggera, ci ha fatto capire che abbiamo una bella responsabilità. I ragazzi si appassionano alle storie che raccontiamo e noi cerchiamo di farlo nel modo più avvincente possibile. Invece Raoul ci ha insegnato l’umiltà e la dedizione».

Torniamo a parlare d’amore. Cosa seduce Maurizio Lastrico?
«L’imprevedibilità, l’intelligenza e la sensibilità. È bello stare vicino a una persona che ha uno sguardo profondo e ironico sul mondo».

Invece la tua “arma” con le donne qual è? Si dice che basti farle ridere. Ne avrai a decine ai tuoi piedi.
«Non è vero, è una cavolata! Alla fine piacciono gli uomini ombrosi. Fai tanto il saltimbanco e poi… ma non mi ritengo un seduttore».

Allora come hai conquistato la tua compagna Elisabetta?
«Ci conosciamo da tanto tempo. Però l’amore è scattato due anni fa e durante il lockdown siamo andati a convivere».

L’amore ti fa fare follie?
«Mi dà serenità. È una condizione imprescindibile per vivere la vita, scrivere le mie cose. È una base che dà qualità al tempo libero e lo rende più denso, è un modo per fare anche progetti insieme, confrontarsi. Mi fa star bene. Mi sento più me stesso».

[…] Durante il lockdown hai dato sfoggio delle tue doti ai fornelli: ti piace sedurre con il cibo?
«Ho un’ammirazione profonda per chi fa da mangiare. Sono un fruitore di cibo alla fine del processo creativo. A volte, quando voglio dare un tocco romantico alla serata, scelgo io i piatti da ordinare a domicilio. Io mi occupo della parte ludica della coppia: giochi, viaggi, scemate, tenerezza».

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