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Spettacolo

Margherita Buy: “Carriera? Ho avuto paura della svolta. Quando un uomo mi ama mi stupisco”

Margherita Buy: “Carriera? Ho avuto paura della svolta. Quando un uomo mi ama mi stupisco”. Margherita Buy sulla carriera è non solo, l’attrice romana, 60 anni, si racconta rivelando anche tratti molto personali di sé stessa in una intervista a ‘Vanity Fair’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

A che donna dà forma nel film di Bellocchio?
«A una donna piena di dignità, che per quasi due mesi ha vissuto rinchiusa in casa insieme ai familiari, coi telefoni sotto controllo e di fatto tenuta prigioniera, come dirà in una telefonata straziante col brigatista Mario Moretti che le annuncia la condanna a morte di Moro. Racconto una donna disperata che ha salutato il marito una mattina e poi non l’ha visto più. In qualche modo sequestrata. Esattamente come lui».

Per trovare il covo si tentarono anche sedute spiritiche. Che rapporto ha con l’aura di chi non c’è più?
«Mi è capitato di sentirla, almeno una volta. In un momento di disperazione in cui avevo perduto una persona cara e quel dolore mi aveva messo in una condizione psicologica di apertura, in cui percepivo arrivarmi i suoi pensieri. Una presenza nella mente. Una presenza che mi sfiorava».

Margherita Buy: “Carriera? Mio lavoro solitario”

Nella sua vita e nel suo lavoro cosa trova di insopportabilmente ripetitivo?
«Nel mio lavoro, il fatto che sia solitario, tutto da sbrigare con se stessi, a confronto con le proprie capacità e incapacità, in una sfida dove non può venirti a salvare nessuno. Privatamente invece trovo ripetitivo il mio carattere, che si attorciglia sempre intorno agli stessi modi di fare e di vedere, mentre mi piacerebbe tanto essere più disinvolta, avere un rigore meno ossessivo, esser più semplice. E invece, per mancanza di spensieratezza e libertà mentale, alla fine non ci riesco mai. E questo è davvero noioso e anche un po’ paradossale: voler cambiare, pur non essendo una persona che chiede agli altri di farlo».

Una pesantona con se stessa ma non col prossimo, quindi.
«In me convivono due aspetti opposti. Da una parte c’è la bambina, che cerca un tipo di divertimento davvero infantile, molto basico, e che mi fa essere molto caciarona specialmente vicino alle persone poco contorte. Poi invece c’è tutto il mio lato chiuso, solitario e intransigente. Questi due aspetti si interfacciano male e si criticano l’uno con l’altro in uno scontro continuo. In una ricerca d’equilibrio per me impossibile da trovare».

Margherita Buy: “Carriera? Ho avuto paura della svolta”

Si dice che con gli anni s’accenda invece la leggerezza.
«E invece, con l’età, in me prende il sopravvento la parte cupa. Al posto della leggerezza, un senso di responsabilità che cresce sempre di più».

[…] C’è stato un momento in cui avrebbe potuto cambiare vita e non l’ha fatto?
«Il bivio davanti a me c’è sempre. Io vorrei cambiare vita ogni giorno».

[…] Lei è l’attrice più premiata del cinema italiano. E ha detto: «L’unico modo per non sentire l’invidia dei colleghi è non frequentarne nessuno». È davvero così drastica?
«È vero, i colleghi li frequento poco. Tra l’altro sbagliando, e di questo sono sempre più convinta. Ma è come se verso il mio lavoro coltivassi una sorta di distacco. Quando finisco di lavorare, quella parte di me ho bisogno che non entri nella vita vera».

[…] Nella chance di sfondare all’estero si è autoboicottata?
«Può essere che l’abbia fatto, sì. Potevo fare alcune cose e aprirmi un altro tipo di carriera, ma che le devo dire, non ce l’ho fatta. Ricordo un film in Montenegro con Jeremy Irons per esempio. Poi uno in Francia. Un altro in Messico. Ma alla fine, per paura, non ci sono andata. Paura di trovarmi sola. Paura di viaggiare. Paura dell’aereo. Avrei vissuto tutto malissimo. Va bene così».

[…] Quando un uomo la ama se ne stupisce e si ritrae oppure sa respirare l’amore a pieni polmoni?
«Sinceramente un po’ mi stupisco. E penso: ma guarda questo poveraccio, come diavolo gli viene in mente. Sono molto sospettosa. Cerco di capire le ragioni per cui una come me possa risultare interessante. E alla fine, non le capisco».

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