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Maurizio Solieri: “Lite con Vasco Rossi? Travisate le mie parole, l’addio è stato colpa di una persona”

Maurizio Solieri: “Lite con Vasco Rossi? Travisate le mie parole, l’addio è stato colpa di una persona”. Maurizio Solieri sulla lite con Vasco Rossi, il chitarrista che ha condiviso il palco per trent’anni con il rocker modenese, si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] In questi anni a livello artistico cosa è accaduto?
«Ci sono stati alcuni tour con Vasco, 2011 e 2013, ho scritto del mio materiale e fatto serate. Diciamo che quello che doveva fare con Vasco è stato fatto. Abbiamo cominciato negli anni Settanta arrivando fino al 2013, anche se c’è stato qualche intermezzo».

Il diverbio avuto con Vasco ormai si è chiarito?
«Erano state travisate delle mie parole. Adesso sono molto attento alle interviste. Soprattutto i titoli possono essere fuorvianti. Il diverbio è successo in un momento particolare, Vasco stava male e quando ci siamo chiariti mi ha detto che aveva esagerato nelle sue risposte nei miei confronti».

Il suo primo incontro con Vasco quando è avvenuto?
«Era l’inverno del 1976/1977, alla stazione ferroviaria di Modena. Un mio amico (Sergio Silvestri), che era stato compagno di collegio di Vasco, era entrato a Punto Radio. Io stavo facendo il militare a Napoli e non ero a conoscenza di quello che stava succedendo in Emilia-Romagna. La radio era tra le più seguite ed organizzava feste su feste con i dj dell’emittente. Silvestri mi disse che erano stati invitati a fare dei provini in sala di registrazione a Milano. Presi una settimana di permesso e feci il viaggio verso il capoluogo lombardo con Vasco».

In queste stagioni ha suonato anche con il Banco Del Mutuo Soccorso.
«Sono stato contattato da Vittorio Nocenzi e con loro mi sono esibito in alcuni concerti. È stata una bella esperienza, con un genere musicale diverso dal mio. Da ragazzo ero un fan del Banco, quindi è stato bellissimo, anche se molto complicato, perché suonare prog non è così semplice».

Maurizio Solieri: “Lite con Vasco Rossi? Travisate le mie parole, poi ci siamo chiariti”

Per lei cos’è un assolo di chitarra?
«È la prosecuzione della melodia del brano. Può essere un qualcosa che riprende dal tema della canzone, oppure si può cominciare dal tema per poi improvvisare e tornare al tema. Molto dipende dal tipo di brano. Io solitamente non improvviso mai. Faccio delle prove che partono dal concetto melodico, una volta che ho deciso qual è la durata e la melodia dell’assolo lo faccio sempre uguale. Per me è sempre una questione melodica».

[…] La sua vita da musicista è stata più in salita o più in discesa?
«È stata in salita. Nonostante non suoni con Vasco da alcuni anni il pubblico mi segue sempre. C’è anche da dire che adesso lo spettatore è più incollato al telefonino piuttosto che guardare il palco. A volte mi capita che mi fermino facendomi i complimenti per l’esibizione della sera prima ma non ero io. Ormai regna una superficialità disarmante».

C’è un aneddoto che si può raccontare legato a Vasco e alla Steve Rogers Band?
«Ce ne sono tanti. Vasco e la Steve venivano dalla gavetta, poi è arrivato il grande successo nel 1983 con Vita spericolata ed abbiamo iniziato a girare per tutta Italia. Posso dire che quando un tour finiva a settembre, noi della band a ottobre eravamo già senza soldi, perché non si badava a spese, offrivamo a ogni piè sospinto. Tante avventure sono raccontate nel libro».

Ogni tanto pensa a Massimo Riva?
«Sì. Sia io sia gli altri componenti della band ne parliamo come se fosse ancora vivo. Scherziamo, lo imitiamo, non c’è mai tristezza nei nostri ricordi. Per noi è una persona ancora presente. Ovviamente il dispiacere della sua mancanza fisica lo avvertiamo, ma lo ricordiamo sempre con tanto affetto».

C’è una scelta artistica di cui si è pentito?
«Avremmo potuto, ai tempi del grande successo della Steve Rogers Band, continuare a essere il gruppo di Vasco e fare i nostri dischi. Però arrivò un momento in cui Guido Elmi, il produttore di Vasco e nostro, aveva litigato con Vasco e forse ci ha un po’ usati convincendoci a mollarlo. Io ed altri della band non eravamo così sicuri di questa decisione. Però è andata così».

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