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Carmen Russo: “Drive In? Ringrazio Ricci ma mi ha creato problemi. Domenica In la delusione più grande”

Carmen Russo: “Drive In? Ringrazio Ricci ma mi ha creato problemi. Domenica In la delusione più grande”. Carmen Russo su Drive In e non solo, la showgirl e attrice parla a cuore aperto rivelando alcuni retroscena sulla sua lunga carriera in una intervista a rollingstone.it. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Sei sempre stata presente nello showbiz. Partiamo dagli anni ’80. Che ricordi hai?
“Sono stati gli anni del lancio con Drive In. Nonostante avessi già lavorato al cinema, e con Fellini e Tognazzi, con quel programma di successo è arrivata la popolarità dal giorno alla notte. Dopo due anni ero la giovane showgirl di Risatissima, con Lino Banfi, Edwige Fenech, Loredana Bertè e Paolo Villaggio. È arrivato anche il grandissimo successo di Grand Hotel: la prima volta che Canale 5, il sabato sera, riuscì a battere Rai 1”.

[…] Hai sempre avuto l’immagine da sex symbol. Non è un po’ stretta adesso?
“Forse, in quegli anni, non era come al giorno d’oggi. Adesso sarebbe stato più facile. Ricordo, per esempio, che quando feci Domenica In dovetti cambiare look: dai capelli rossi, molto appariscenti, a corti, biondo platino, con abiti più casti. Ma non mi lamentavo di certo: Drive In e Risatissima mi hanno aperto anche le porte dell’estero. Ti rendi conto che sono stata ospite internazionale al Festival di Acapulco?”.

Sì, ma l’immagine da sex symbol hai mai pensato di lasciarla?
“No, non potevo lasciarla perché ero ben felice e a mio agio. Mi dicevo che, anche se avevo le misure 90-60-90 e mi mettevo bikini leopardati, sapevo ballare, cantare e recitare. Perché dovevo avere limitazioni? Ero convinta che prima o poi si sarebbe sdoganata”.

Ed è successo?
“Sì, con il primo reality, L’isola dei famosi. Lì mi hanno visto senza le ciglia finte e i tacchi a spillo”.

Be’, ci hai messo vent’anni però…
“Ma non mi ha pesato. Con la mia immagine, il mio modo di essere, ho conquistato i mercati italiano, sudamericano e spagnolo. Poi sai, in Italia le origini ti classificano molto, io sono nata dal Drive In e per me è una forza. Ringrazierò sempre Antonio Ricci per questo”.

Carmen Russo: “Drive In? Ringrazio Ricci ma mi ha creato problemi”

Restando in tema Isola dei famosi, tu hai pure vinto la versione spagnola.
“Sì, perché sono stata due mesi da sola su una spiaggia. Ho conquistato pubblico e donne”.

Fai spesso reality come concorrente. Non ti senti un po’ sottovalutata, non ti pesa non avere un programma tuo?
“Certo che mi pesa. In Spagna ho condotto programmi, ma è sempre così…L’estero ti dà di più del tuo Paese. Evidentemente, venendo dal Drive In, per i produttori e i dirigenti sono così. O forse ero fuori tempo. Fossi nata vent’anni fa, avrei avuto possibilità di condurre. Quando ho iniziato c’erano la Carrà e la Goggi, donne di grande spessore. Oggi per una giovane ci sono più chance. Ma penso di poter dare ancora qualcosa, magari una conduzione arriva. Che ti devo dire? Con la carriera che ho alle spalle, sarei in grado”.

[…] Ti ha mai deluso il mondo dello spettacolo?
“Dopo la prima Domenica In, nel 1991. Mi confermarono, ma ai primi di settembre dissero che era saltata la mia candidatura. Era cambiata la linea editoriale della rete. Molto affranta e delusa, accolsi la proposta di andare a fare la Buona Domenica spagnola su Telecinco”.

Il momento più bello, invece, qual è stato?
“Essere stata la primadonna di Canale 5 per un periodo”.

Oltre al già citato Antonio Ricci, quali sono state le persone più importanti della tua carriera?
“Pier Francesco Pingitore, con il quale ho fatto tre spettacoli al Bagaglino, poi Enzo Paolo Turchi, che mi ha dato forte credibilità come showgirl essendo lui un grande coreografo: è stato gratificante e un biglietto da visita notevole”.

Chi ti ha deluso, invece?
“Quando succede qualcosa non ne faccio mai un fatto personale. Do sempre giustificazioni e non entro mai nel merito perché credo sia una battaglia persa, vado oltre”.

[…] Cosa ti piace e cosa non ti piace della tv di oggi?
“Sento la mancanza del varietà, un momento di spettacolo, di comicità, musica e recitazione che potrebbe essere realizzato ai giorni nostri. Siamo pieni di reality che, per carità, vanno benissimo. Il varietà ruota attorno al cast, mentre il reality si serve del cast”.

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