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Laetitia Casta: “A Parigi gente artificiale, io sono diversa. Accorsi? Non mi interessava un aspetto”

Laetitia Casta: “A Parigi gente artificiale, io sono diversa. Accorsi? Non mi interessava un aspetto”. Laetitia Casta su Parigi e non solo, l’attrice francese ripercorre le tappe più significative della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

«Ho detto solo che non sono una parigina, anzi sono l’opposto. Loro si preparano per ore, ma stando attente che sembri casuale: sono artificiali. Io sono un essere animale, nata in Normandia, in un posto talmente sperduto che nessuno sa dove sia. Ci sono stata fino a 10 anni, poi la famiglia si è trasferita in periferia a Parigi, dove ho scoperto cosa era un cinema o un centro commerciale».

Non c’era mai stata?
«I primi film li ho visti quando sfilavo, nelle sale d’attesa degli aeroporti. Sono cresciuta in mezzo alla foresta, senza televisione e senza amici. I miei genitori lavoravano tutto il giorno, mio padre in una impresa edile, mamma in una conceria. Vivevo nella natura: conosco tutti i fiori e le piante».

La mancanza di soldi era fonte di preoccupazione?
«Eravamo sereni, abituati al necessario. Mio padre mi ha insegnato una massima che ho riscontrato da adulta: «Quando hai bisogno di aiuto, chiedi a chi ha poco, perché ha una empatia maggiore”».

Ha interrotto gli studi. La cultura è un complesso?
«Per un po’ lo è stato: per compensare ho letto più di tanti altri. Ora sono serena».

Quando ha scoperto di essere più bella delle altre?
«Mai. I miei genitori non mi hanno fatto complimenti. Con i miei figli faccio lo stesso, parlo delle loro reali qualità. Il mio mondo interiore è più interessante: quando mi hanno fatta sentire un oggetto del desiderio sono scappata».

Laetitia Casta: “A Parigi gente artificiale, io sono diversa”

Quando ad esempio?
«Da Victoria’s Secret. Avevo 19 anni, ma mi è bastato poco per capire che era tutto vacuo. Fui io a portare la fotografa Dominique Issermann, che realizzò con me, Gisele e altre top model scatti d’autore in bianco e nero. La nuova consapevolezza, nel caso di Victoria’s Secret, l’ho innescata io».

Leggenda che è stata scoperta in spiaggia a 14 anni?
«Stavo facendo un castello di sabbia con la mia sorellina, è passato un fotografo e mi ha chiesto dove erano i miei genitori, per portarmi a Parigi».

Solito copione: «Non se ne parla , devi studiare»?
«No, erano incuriositi dalla proposta. La prima campagna seria l’ho fatta con Ralph Lauren a New York, a 16 anni. Io e lui ci somigliamo: come me è cresciuto con poco».

[…] Ha sempre voluto dimostrare di avere carattere?
«Mio padre mi mandava a scuola con la febbre. Credo che tutto dipenda dalla mia forza, anche la bellezza: sono diventata famosa quando la perfezione era la Schiffer».

Ha detto: «La polemique italienne sui chili di troppo mi annoia».
«Un argomento da tabloid di serie B. Mi sono affermata nonostante i difetti. Anzi, grazie a loro».

[…] Ha avuto quattro figli da tre compagni. Anche questa è libertà?
«Ho deciso di diventare madre a 23 anni. All’epoca non era di moda mostrare i pancioni, ma il lavoro non ne ha risentito».

Stefano Accorsi.
«Non ci siamo mai sposati, non ero interessata al matrimonio. Poi ho cambiato idea».

[…] Proposte indecenti?
«Ogni donna ne riceve una: io ho detto no e non mi è accaduto nulla di male. Per rifiutare bisogna avere i valori, primo tra tutti il pudore. Se conosco una persona non voglio sapere subito tutto».

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