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Nei coccodrilli il segreto della longevità: vicino il target dei 150 anni di vita

Nei coccodrilli il segreto della longevità: vicino il target dei 150 anni di vita. I Coccodrilli, ma anche salamandre e tartarughe, potrebbero potenzialmente nascondere il segreto della longevità. Questi animali, infatti, possono vivere ben oltre un secolo. E la scienza da decenni insegue l’obiettivo di allungare la vita. Esperimenti su animali a sangue freddo come le tartarughe, che notoriamente vivono più a lungo di altri animali della loro taglia, potrebbero cambiare le sorti della ricerca.

Gli scienziati della Michigan State University sperano di scoprire “tratti” che possono essere utilizzati anche negli esseri umani. Il team deve ancora individuare potenziali obiettivi di longevità e qualsiasi scoperta significativa potrebbe comunque essere lontana anni.

Secondo la ricercatrice e biologa capofila, la professoressa Anne Bronikowski,: “la comprensione del panorama comparativo dell’invecchiamento tra gli animali può rivelare tratti flessibili che potrebbero rivelarsi obiettivi degni di studio biomedico relativi all’invecchiamento umano”.

Il collega autore, il professor David Miller, della Pennsylvania State University, ha aggiunto: “Se riusciamo a capire cosa consente ad alcuni animali di invecchiare più lentamente, possiamo capire meglio l’invecchiamento negli esseri umani”.

Nei coccodrilli il segreto della longevità: lo studio

In teoria, secondo Miller, questo nuovo approccio potrebbe aiutare a individuare le strategie di conservazione per le specie minacciate o in via di estinzione. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science. Gli esperti hanno esaminato 77 diverse specie di rettili e anfibi in habitat situati in tutto il mondo. Alcuni hanno mostrato segni di “invecchiamento trascurabile”.

Mentre tutti gli organismi viventi invecchiano e muoiono, non tutte le creature seguono lo stesso schema di indebolimento e deterioramento fino alla vecchiaia e alla morte. Il professor Miller ha aggiunto: “Invecchiamento trascurabile significa che se la probabilità di un animale di morire in un anno è dell’1% all’età di 10 anni, se è vivo a 100 anni, la probabilità di morire è ancora dell’1%”.

Al contrario, nelle donne adulte negli Stati Uniti, il rischio di morire in un anno è di circa 1 su 2.500 all’età di 10 anni, e 1 su 24 all’età di 80 anni. “Quando una specie mostra un deterioramento trascurabile, l’invecchiamento semplicemente non avviene”, ha detto riferendosi alle tartarughe che hanno un guscio duro. E ai coccodrilli che sono protetti dalle squame spesse, mentre le salamandre possono contare sulla loro pelle velenosa.

Nessuno di questi aspetti, ovviamente, appartiene agli esseri umani. Eppure gli scienziati pensano che altre risposte sulla longevità potrebbero trovarsi più in profondità nei loro corpi. I risultati odierni aiutano anche a ribaltare la precedente teoria scientifica che collegava la lunga durata della vita di alcuni rettili al loro metabolismo più lento.

Metabolismo lento non incide su durata della vita

Poiché le creature a sangue freddo traggono energia dall’ambiente, al contrario dei mammiferi come gli umani che hanno bisogno di bruciare calorie per stare al caldo, non hanno bisogno di mangiare tanto. Questo aspetto fa si che il loro metabolismo sia più lento. Tuttavia, la nuova analisi ha rilevato che non c’è alcun legame tra un metabolismo più lento e una durata della vita più lunga.

L’animale terrestre più antico del mondo è attualmente una tartaruga gigante delle Seychelles di nome Jonathan, che ha 190 anni. Le statistiche parlano di un’aspettativa di vita alla nascita di 79 anni per gli uomini e poco meno di 83 anni per le donne. Ma secondo alcuni scienziati la durata della vita di 150 anni, un tempo considerata un sogno irrealizzabile, si sta avvicinando alla realtà.

A marzo, i maggiori esperti sull’invecchiamento hanno affermato che i bambini nati nel 2070 potrebbero vivere fino all’età di 150 anni grazie ai progressi nella tecnologia sull’invecchiamento inverso. Questa dichiarazione ha fatto seguito a uno studio pionieristico all’inizio di quel mese che è riuscito a invertire in modo sicuro il processo di invecchiamento nei topi anziani.

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