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Monica Bellucci: “La pandemia mi ha fatto scoprire un aspetto delle mie figlie. Ritorno in Italia? Non è detto che non succeda”

Monica Bellucci: “La pandemia mi ha fatto scoprire un aspetto delle mie figlie. Ritorno in Italia? Non è detto che non succeda”. Monica Bellucci sulla pandemia e non solo, l’attrice umbra, 58 anni, parla delle figlie e dei risvolti durante e dopo i due anni di restrizioni in una intervista a ‘Io Donna’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Lei ha girato più di 60 film. In teatro, invece, ha esordito solo un paio di anni fa, proprio con Maria Callas. Come mai?
“Un po’ dipende dalla mia natura: sono una persona molto tranquilla, vivo nel mio mondo. Il mestiere di attrice invece mi espone. Con il teatro, questa esposizione è molto più forte, e non me la sono mai sentita. Fino a quando mi è stato proposto il progetto sulle lettere di Maria Callas; erano così intense e profonde, descrivevano una femminilità così devastata…

Non potevo dire di no. La sfida era difficile da affrontare, mi faceva quasi paura. Ma l’ho superata, e sono contenta, perché mi ha permesso di crescere. Pensi che siamo partiti con un adattamento in francese, nel 2020, poi sono arrivati quelli in italiano e in inglese. Recitare sul palco in tre lingue è un lavoro pazzesco. Quando torni al cinema, è una sensazione di aria fresca”.

Dopo tutti questi film, cos’è che la spinge a continuare?
“Non lo so. Ho una grande passione e credo di dover ancora imparare. Basti pensare al teatro, con la mia prima volta a 55 anni. Forse ho voglia di sfide nuove, di sperimentare. Magari arriverà un momento in cui mi allontanerò dolcemente dal set, dicendo grazie e arrivederci”.

Monica Bellucci: “La pandemia mi ha fatto scoprire un aspetto delle mie figlie”

[…] Lei ha due figlie: Deva, 17 anni e mezzo, e Leonie, 12. Che cosa si augura per loro?
“Devono scoprire la loro passione e seguirla. Come genitore, puoi solo aiutare a portare avanti la loro scelta. Deva ha cominciato con la moda, e mentre va a scuola fa servizi fotografici. Aver iniziato così presto a mettere un piede nel mondo del lavoro era qualcosa che serviva a lei. Aveva bisogno, credo, di staccarsi dalla rete familiare e conquistare la sua indipendenza. Si diverte, sta andando verso una strada che la stimola e la fa sentire più adulta.

Leonie ha scoperto il teatro, ha superato un’audizione, si è iscritta a una scuola e ha partecipato con gioia alla sua prima rappresentazione. Le mie figlie hanno età diverse e sono altre persone rispetto ai genitori. Ma entrambe hanno sicuramente una forte sensibilità artistica. Come la esprimeranno in futuro, non si sa”.

Da madre di due adolescenti, darebbe qualche consiglio ai genitori?
“No, perché non ci sono regole. Tutti cerchiamo di fare del nostro meglio e tutti sbagliamo. La cosa più importante, secondo me, è mantenere il filo della comunicazione. La vita porterà i figli da un’altra parte, ma quel filo permetterà alla relazione di andare avanti. Bisogna creare un clima di fiducia, e avere capacità di adattamento. Non è facile, perché i percorsi di vita cambiano, ma proprio per questo è necessario”.

[…] Con Deva e Leonie, parla di questo periodo così difficile?
“Ne parliamo, certo, possiamo fare solo questo. Ma ne parlano molto anche a scuola. La pandemia mi ha fatto scoprire l’importanza degli insegnanti e della scuola. Guardando le mie figlie collegate tutto il giorno, mi sono resa conto della grande responsabilità che hanno gli insegnanti, gli unici adulti che i bambini vedono con continuità oltre ai genitori, figure terze che li aiutano a crescere e ne favoriscono l ‘indipendenza. Che siano una buona guida è fondamentale non solo per l’apprendimento ma per aiutare i bambini a comunicare con gli altri e con se stessi”.

Monica Bellucci: “Ritorno in Italia? Non è detto che non succeda”

E lei, come vive questa fase?
“Questo senso di precarietà può mettere ansia, ma può anche spingere ad adattarci e a farci apprezzare la quotidianità. Viviamo sempre nella proiezione del futuro o nel rammarico del passato, ma questa situazione troppo più grande di noi ci fa capire l’importanza del momento.

Vedendo le mie figlie crescere, ho capito che hanno più bisogno di me adesso, sia Leonie nella sua preadolescenza, sia Deva che si sta trasformando in donna. Sento che la mia presenza è importante e posso dargliela. Ma non basta, è importante che i figli vedano che stai bene come donna, come persona”.

Che cos’è oggi per lei la femminilità?
“La vita ti trasforma, la femminilità cambia e ti devi adattare. Ognuno si adatta a suo modo e con i suoi tempi. Se saremo di nuovo qua a parlarne tra vent’anni, attraverseremo un’altra fase e ci adatteremo anche a quella. Per fortuna cambiano anche le necessità e quel che chiedi al tuo corpo oggi non è lo stesso che chiedevi a vent’anni. Hai esigenze diverse rispetto a quando eri più giovane e non è solo una questione esteriore. Cambi anche dentro e alla fine trovi il tuo equilibrio. Almeno, lo cerchi”.

E la maternità?
“Ancora oggi per molte donne è un ostacolo, sul lavoro. La maternità è una ricchezza sociale, va protetta da un sistema che non è ancora a punto. C’è una trasformazione in meglio che coinvolge anche gli uomini: finalmente stanno entrando nel nostro mondo, sono collaborativi, soprattutto i giovani. Dobbiamo solo lasciare che il tempo faccia il suo cammino e cercare di essere fiduciose”.

Tornerà a vivere in Italia?
“Ma ci vengo spesso in Italia, anche se abito a Parigi: ho le mie amiche, la famiglia. Vivo l’attimo, non faccio programmi”.

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