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Spettacolo

Federico Rossi: “Addio a Ben? Ci siamo separati per un motivo preciso. Ero un calciatore, così è cambiato tutto”

Federico Rossi: “Addio a Ben? Ci siamo separati per un motivo preciso. Ero un calciatore, così è cambiato tutto”. Federico Rossi sull’ addio a Ben è non solo, il musicista modenese, 28 anni, parla del motivo operativo cui si è sciolto il duo con Benjamin Mascolo in una intervista a ‘Vanity Fair’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Come si sente?
«Molto felice di aver ricominciato ad andare sul palco e di rivivere quelle emozioni sopite da un po’ e che non vedevo l’ora di riassaporare».

Nel suo nuovo singolo (‘Le Mans’ ndr,) si parla di una corsa e di una pista: la destinazione qual è?
«Non c’è. La metafora è instradarsi verso una presa di consapevolezza sempre maggiore, andare verso le cose che mi sono precluso per molto tempo per mancanza di esperienza, per il mio bagaglio, o per motivi che non mi hanno permesso di andare in profondità. In questo processo il passato muta e serve come leva per concentrarsi sulla ricerca di un’integrità che forse non troveremo mai del tutto».

Di cosa si è arricchito questo bagaglio negli anni?
«Di una sicurezza che prima era più velata. Più riesco a gestire la mia insicurezza, e più capisco che sto crescendo. Poi, certo, c’è la passione scaturita da quando ho iniziato questo percorso da solo, camminando con le mie gambe. Sono sempre stato visceralmente grato alla musica perché non riuscivo a esprimermi in altro modo se non cantando. Quando ho iniziato da solo, faccio musica per me, per sperimentare, o anche solo per sfogarmi, per liberarmi».

Per il lancio di Le Mans, su Instagram ha scritto che voleva raggiungere a questo giro una velocità nuova. Cos’è la velocità per lei?
«La capacità di permettersi di far fluire ciò che sentiamo di avere dentro. L’essere umano tende a sabotarsi, ma io ora vorrei riuscire a limitare questa pulsione e a lasciarmi andare, accettando quello che non posso cambiare».

Anche se si viaggia veloci, a un certo punto bisogna pur fermarsi. Ha paura dei rallentamenti che potranno esserci lungo la via?
«Le auto da corsa si fermano ai box per ripartire più forti. L’importante è non colpevolizzarsi quando succede, perché fa parte del gioco».

[…] da piccolo era malinconico?
«Ho sempre cercato di auto-motivarmi e di darmi una pacca sulla spalla, ma si è sempre celata in me la malinconia e una nostalgia per alcune cose. Sembro solare, ma non è l’accezione che darei alla mia personalità. Sono riuscito a stare meglio quando ho raggiunto un assetto in grado di farmi vedere le cose con maggiore chiarezza».

Quando lo ha maturato questo assetto?
«Quando mi sono separato da Ben. Lì ho percepito la possibilità di mettermi in gioco e di scoprire tante cose di me stesso. È una cosa continuativa: tutto serve in una relazione, a prescindere da come finisca».

Federico Rossi: “Addio a Ben? Ci siamo separati per un motivo preciso”

Intanto ci sono delle voci che parlano di un vostro ritorno insieme…
«Ci siamo separati perché volevamo raccontare delle cose. Gli articoli sono usciti perché è finita la sua relazione ed è tornato in Italia. Vogliamo continuare così».

Anche perché avete un bellissimo rapporto.
«Dieci anni insieme sono tanti. Abbiamo iniziato a fare questo percorso spalla a spalla, ed è normale che un rapporto così si mantenga. Lui ha abitato lontano per 2 anni, ed è ovvio che non ci vedevamo come prima, ma saremo sempre legati da qualcosa di speciale».

È salito su questa giostra molto giovane: c’è stato un momento in questi 10 anni in cui ha sentito di aver rinunciato a qualcosa per la carriera?
«Mi dispiace non aver avuto il tempo per metabolizzare alcune cose della vita. Dall’altra parte, ciò che facevo è stata la miglior medicina per mediare con le perdite e le difficoltà della vita: il mio lavoro mi ha aiutato a spostare l’attenzione su qualcosa che mi dava un’energia vitale imparagonabile».

In questi 10 anni ha attirato, un po’ come Blanco, diverse attenzioni femminili: non solo da parte delle ragazze, ma delle loro mamme.
«(Ride, ndr). Qualche mamma ci ha seguiti nel tempo. Non mi è mai dispiaciuto, è bello percepire questa energia da parte dell’altro sesso».

Riceve ancora le stesse attenzioni?
«La mia avventura da solista è iniziata da poco: sto scaldando i motori, voglio ripartire, e spero che possa portarmi una bella interazione. Per ora percepisco tanto amore, e mi fa bene. È uno scambio di empatia importante».

Un’empatia che, all’inizio, era legata al sogno di giocare a calcio, corretto?
«Ho giocato a calcio per 14 anni, ma fin da bambino cantare era il mio sfogo. I vicini si lamentavano perché cantavo sempre: al mattino presto, al pomeriggio e alla sera. Parlando con i miei ho capito che dovevo insistere, così ho fatto 2 anni di scuola canto. Da lì è partito tutto».

[…] Possiamo dire che, in fondo, è un romanticone?
«Un po’ tanto. L’amore è un grande motore: in questo viaggio ho scritto tante canzoni su questo, sono un modo per guardarsi dentro e buttare fuori quello che senti».

Oggi di cosa o di chi è innamorato?
«Di quando riesco a essere in possesso delle mie facoltà, di quando riesco a lasciarmi andare totalmente, e sento di non avere impedimenti che mi possano bloccare nell’esprimermi. Sono innamorato delle piccole cose, come vedermi con gli amici la sera a parlare della mia giornata».

 

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