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Cronaca

Polizia irrompe nella stanza d’ospedale di un malato terminale e sequestra la sigaretta elettronica: era al THC

Polizia irrompe nella stanza d’ospedale di un malato terminale e sequestra la sigaretta elettronica: era al THC. È successo lo scorso venerdì, 23 dicembre, ad Hays, nello Stato americano del Kansas. Qui alcuni agenti hanno fanno irruzione nella stanza d’ospedale di un uomo di 69 anni, malato terminale con solo poche settimane di vita, per sequestrare la sua sigaretta elettronica.

Il motivo? Nel vaporizzatore d’erba l’uomo usava una pasta di THC per alleviare i sintomi del cancro che lo ucciderà entro poche settimane. La perquisizione è stata effettuata dalla polizia all’Hays Medical Center. Durante i controlli gli agenti hanno trovato prodotti a base di marijuana nella sua stanza. Al paziente è stato ordinato di comparire in tribunale il prossimo 2 gennaio. Ma il 69enne è troppo grave e non può nemmeno alzarsi dal letto.

Il Kansas è uno dei soli tre stati degli Stati Uniti in cui la marijuana medica è ancora illegale. Il paziente ha detto al Kansas City Star che il suo medico gli aveva detto di usare tutto il necessario per alleviare il suo dolore, compresi i prodotti contenenti THC – il principio attivo della cannabis. Qualcuno però ha avvertito la polizia che ha fatto scattare il blitz. L’uomo è in fase terminale di un cancro inoperabile e ha detto a The Wichita Eagle che il più delle volte giace “sulla schiena” nel suo letto d’ospedale e non può alzarsi senza essere assistito.

Polizia irrompe nella stanza d’ospedale di un malato terminale: sequestrata la sigaretta elettronica

L’uomo ha svapato marijuana e ingerito pasta di THC per alleviare i sintomi della sua condizione da quando è stato ricoverato in ospedale circa tre settimane fa. Secondo il 69enne un medico gli ha detto di scegliere qualsiasi antidolorifico per alleviare il dolore poiché non c’è nulla che possa essere fatto dal punto di vista medico. Ma un Infermiere lo ha sorpreso a fumare ed ha avvertito la polizia.

Secondo gli agenti il dispositivo di svapo poteva potenzialmente essere un pericolo di incendio, a causa della presenza di ossigeno nella stanza. Tuttavia, il 69enne ha chiarito che non ha bisogno di ossigeno supplementare, il che significa che non c’è il rischio di un incendio. I poliziotti hanno comunque portato via tutto. Il paziente ora tenterà di contattare il pubblico ministero e vedere se la sua comparizione in tribunale può essere respinta.

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