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Covid, mortalità 60-79 anni No vax 6 volte più alta: i numeri dell’Iss

Covid, mortalità 60-79 anni No vax 6 volte più alta: i numeri dell’Iss. Nei non vaccinati nella fascia d’età fra 60 e 79 anni il tasso di mortalità a causa del Covid è triplo rispetto ai vaccinati con tre dosi e quasi sei volte più alto rispetto ai vaccinati con la quarta dose da meno di 120 giorni. Lo indica l’Istituto Superiore di sanità, nel suo rapporto esteso su “Sorveglianza, impatto delle infezioni ed efficacia vaccinale”.

I no vax, ricordiamo, sono persone che scelgono di non vaccinare se stesse o i propri figli contro le malattie prevenibili dai vaccini. Questa decisione è spesso basata sulla convinzione che i vaccini siano pericolosi o inefficaci, nonostante le prove scientifiche che dimostrano il contrario. Secondo alcuni studi, uno dei principali motivi per cui alcune persone scelgono di non vaccinarsi è la paura di effetti collaterali.

Ma cosa dice la Scienza e le statistiche sui no vax? Secondo la prima, la maggior parte degli effetti collaterali dei vaccini sono lievi e temporanei, come dolore al braccio o febbre leggera. Gli effetti collaterali gravi sono estremamente rari. Secondo i numeri, invece, le probabilità di sperimentare un effetto collaterale grave sono molto inferiori a quelle di contrarre una malattia grave senza essere vaccinati.

Covid, mortalità 60-79 anni No vax 6 volte più alta

Alcuni no vax ritengono che i vaccini siano inefficaci, sostenendo che le malattie prevenibili dai vaccini non sono più un problema nei paesi sviluppati. Ma anche questa teoria è stata confutata. È vero che alcune malattie sono state eliminate, o sono diventate rare in alcuni paesi, ma questo è stato possibile grazie all’elevato tasso di vaccinazione a cui si è sottoposta la popolazione. Se il tasso di vaccinazione dovesse diminuire, queste malattie potrebbero tornare ad essere un problema serio.

Inoltre, molti no vax sostengono che i vaccini possano causare autismo. Questa affermazione è stata ampiamente smentita da numerosi studi scientifici, e l’autismo è stato dimostrato essere causato da fattori genetici e ambientali. A questo si aggiunge che il rifiuto dei vaccini può diventare un problema anche per le persone che non possono essere vaccinate per motivi medici, come gli immunocompromessi.

Queste persone dipendono dal fatto che la maggior parte della popolazione sia vaccinata per proteggersi dalle malattie, attraverso il cosiddetto “effetto gregge”. Se il tasso di vaccinazione dovesse diminuire, queste persone sarebbero a maggior rischio di contrarre malattie pericolose. Sebbene sia importante che ognuno abbia il diritto di scegliere cosa fare per la propria salute, è altrettanto importante che le decisioni siano basate su prove scientifiche solide e non su informazioni prese in rete.

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