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Valeria Fabrizi: “Compagno? La situazione ideale è una. Miss Universo? Una cosa sola mi dispiace”

Valeria Fabrizi: “Compagno? La situazione ideale è una. Miss Universo? Una cosa sola mi dispiace”. Valeria Fabrizi sul compagno è non solo, l’attrice 86enne, parla anche del ruolo di suor Costanza in “Che Dio ci aiuti 7” in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Signora Fabrizi, si metterà davanti al televisore anche lei a guardare la nuova stagione?
«Certo, anche perché io non so nulla della storia. Sul set recito il mio pezzettino e poi me ne vado. Quindi della trama sono totalmente all’oscuro e mi gusto tutte le puntate».

Gli attori più giovani del cast le sono grati per il clima leggiadro che lei sa creare attorno a sé.
«Beh, in effetti sono una compagnona, un punto fermo. E loro mi coccolano e mi proteggono. Francesca (Chillemi, ndr) ormai è come una nipote per me. Un po’ mi dispiace che adesso è tutto cambiato, con Elena (Sofia Ricci, ndr) che lascia la serie. E poi, della vecchia guardia chi c’è? Solo il dolce Spollon (Pierpaolo, ndr). Però le nuove ragazze sono bravissime, vedrete».

[…] Era anche una bellissima ragazza. Nel 1957, a 21 anni, partecipò a Miss Universo, negli Stati Uniti. All’epoca la cosa la lusingò?
«Io già facevo teatro, mi scelse la stampa per andare al concorso. Mi sono avvicinata alla cosa con umiltà. Portai a Long Beach quattro abiti: due prestati dall’attrice Anna Maria Pierangeli, che viveva a Los Angeles, uno me lo regalò “la Bersagliera” (Gina Lollobrigida, ndr) e uno me lo cucì mia mamma».

Come guarda oggi a quel traguardo?
«Una cosa sola mi dispiace: quella sera, io sedevo al tavolo con il signor Hilton, il miliardario degli hotel. Sul palco venne Elvis Presley a cantare un paio di canzoni, quindi mi feci una foto con lui. Dopo averla stampata, una volta l’ho portata in una trasmissione in tv e non me l’hanno mai restituita. O forse me l’hanno rubata i ladri che mi hanno svaligiato casa? Chi lo sa. Peccato, era un ricordo, ci tenevo».

La bellezza nella vita l’ha aiutata oppure no?
«A volte mi ha ostacolata. Sa, io sono estroversa e da giovane questa cosa è stata scambiata per un altro tipo di disponibilità, purtroppo».

Valeria Fabrizi: “Compagno? La situazione ideale è una”

È ancora una donna affascinante. Si fa avanti qualche corteggiatore?
«Sì, ma io non voglio fare da infermiera a nessuno (ride). Cosa potrebbero raccontarsi due signori anziani in coppia? Soltanto del loro passato, e che tristezza infinita!».

Potrebbe innamorarsi ancora?
«Ho avuto un matrimonio felice con Tata (Giacobetti, del Quartetto Cetra, ndr). So cos’è il grande amore. Ogni tanto penso a come sarebbe avere un compagno: la situazione ideale è vivere in due appartamenti diversi, sullo stesso pianerottolo. Potrei cucinare per lui le lasagne, i tortellini, le tagliatelle. Ma la notte no: ognuno deve starsene per i fatti suoi. Gli unici compagni di letto che desidero sono la coperta elettrica in città e il prete in campagna».

Scusi?!?
«Cos’ha capito? Mica intendevo il curato! Il “prete” è una specie di telaio-contenitore che si mette tra il materasso e la coperta. Dentro ci sta la brace del caminetto, per scaldarsi. Rimedi antichi, che ancora uso nella mia casetta a Sutri (VT). Il prete vero, invece, il mio consigliere spirituale vive a Sanremo: si chiama don Paul e ha un delizioso accento francese. Con me ride sempre».

[…] La sua splendida casa, piena di foto appese alle pareti, premi e ricordi.
«E anche di scatoloni, al momento. Ne ho preparati cinque, con vestiti da dare in beneficenza. Speriamo che vengano a prenderli presto, perché c’è un caos unico. Mia figlia Giorgia ogni tanto mi rimbrotta per questo, perché siamo gli opposti: io disordinata, lei ordinata e meticolosa. Già da piccola, all’asilo, decideva la sera cosa mettersi il giorno dopo. Abiti stupendi, perché la viziavo. Mi riprende anche perché sto attenta a ciò che spendo. Ma io faccio ancora i conti col vecchio conio: per me 60 euro sono sempre 120 mila lire!».

La dote che sua figlia Giorgia ha ereditato da lei?
«La correttezza, nel lavoro e nel privato. Sono molto orgogliosa di lei».

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