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Emanuela Folliero: “I dialetti mi infastidiscono, al Nord parliamo neutri. Ho votato Meloni per un motivo”

Emanuela Folliero: “I dialetti mi infastidiscono, al Nord parliamo neutri. Ho votato Meloni per un motivo”. Emanuela Folliero, i dialetti la politica e non solo, l’ex annunciatrice di Mediaset, 57 anni, si racconta tra passato e presente in una intervista a ‘La Verità’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Nonno pugliese, mamma della bergamasca, lei è nata in un mix di dialetti e poi ha conquistato la dizione perfetta delle annunciatrici.
«E la passione per la lingua italiana: sono un po’ una fanatica della grammatica, mi infastidiscono gli errori. Oltre che certe parlate dialettali, perché non le capisco: ad esempio in serie come “Gomorra”. Qui al Nord parliamo quasi “neutri”».

Vive a Milano, dove – lo ha denunciato qualche anno fa – si sentiva poco sicura. Va meglio?
«Anzi. Apro il portone senza dare le spalle e sono sempre in allerta».

Colpa della politica se non c’è sicurezza? Il Paese è peggiorato?
«Chi delinque, spesso, lo fa per disperazione. Manca il lavoro, non è una cosa da poco. Confido molto nel nuovo governo perché la situazione possa cambiare».

Ci crede?
«Giorgia Meloni mi piace molto, ed è raro che io mi esponga. Però mi sono informata e ho studiato, prima di votare. Ho letto anche il suo libro. Ha sempre masticato politica, fin da ragazza. Si applica, ci mette il cuore, sa le lingue e si dà da fare. Non è tanto questione di destra o sinistra, ma della persona. La conosco personalmente da anni, è sempre attenta e disponibile. Mi ha colpito molto la velocità con la quale ha risposto al mio messaggio di congratulazioni quando è stata eletta. E una donna presidente del Consiglio è una conquista».

Emanuela Folliero: “I dialetti mi infastidiscono”

[…] Dici “Emanuela Folliero” […] ed è sinonimo di una bellezza prorompente.
«Ma al provino di Mediaset andai abbottonata. Una camicetta a fiori con le rouches che è ancora in qualche armadio».

La bellezza le ha aperto tante porte. Ha fatto anche concorsi?
«Fui eletta Miss Rovetta, un Paese vicino a Clusone, e poi vinsi in Lombardia, da ragazzina. Valeva per Miss Italia e arrivai a essere chiamata a Salsomaggiore, ma preferii andare in vacanza con mio fratello a Sanremo».

[…] Grandi firme del giornalismo italiano imputano a Mediaset di aver peggiorato la televisione. E pure di aver contribuito a rendere le donne oggetto…
«Berlusconi spesso è il capro espiatorio… È come il nero: sta bene con tutto. Ha creato una televisione moderna, nuova, competitiva che ha dato da mangiare a migliaia di persone e continua a farlo. E poi guardi, le assicuro che ciascuna di noi annunciatrici era lasciata libera di trovare un suo stile. Nessuno ci ha mai detto o imposto cosa fare».

[…] Ha lavorato con due big della tv italiana. Paolo Limiti e Alberto Castagna. Le furono maestri?
«Se vuole la verità, visto il suo giornale, io per Limiti lasciai Mediaset ma non fui tanto contenta del suo show in Rai. Mi assegnarono balletti e canti in playback, non ero a mio agio. Certo, Limiti era una enciclopedia di storia del cinema e della tv».

E Castagna?
«Un uomo rispettoso delle donne e del pubblico, simpatico e diretto. Mi lasciò in eredità “Stranamore”, il suo programma. Da lui imparai molto».

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