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Usa, giudice blocca i licenziamenti di Musk e Trump: “Bugie per mandare lavoratori a casa”

Usa, giudice blocca i licenziamenti di Musk e Trump: “Bugie per mandare lavoratori a casa”. Negli Stati Uniti un giudice blocca i licenziamenti di Musk e Trump, definendo “illegali” i provvedimenti ai danni di decine di migliaia di dipendenti pubblici in prova, licenziati nell’ultimo mese e mezzo. Per il giudice William Alsup, questa decisione rappresenta un “giorno triste” per il governo.

Il giudice accusa l’amministrazione Trump di aver rimosso lavoratori validi con la falsa giustificazione delle prestazioni. Ha ordinato alle agenzie di riassumere immediatamente i dipendenti licenziati, dichiarando che ciò non avrebbe mai dovuto accadere negli Stati Uniti.

Il caso, portato in tribunale in California, ha visto Alsup emettere un ordine restrittivo contro i licenziamenti alla fine di febbraio, giudicandoli una manovra illegale per aggirare i requisiti statutari. Secondo il giudice, l’Office of Personnel Management (OPM) ha usato il criterio delle prestazioni come pretesto per evitare di applicare il Reductions in Force Act, che consente il licenziamento basato su motivi di performance, ma con procedure più rigorose.

Citato a giudizio l’uomo della scure nominato da Trump

Il direttore facente funzione dell’OPM, Charles Ezell, nominato da Trump a gennaio, è stato citato in giudizio per aver autorizzato i licenziamenti. Alsup aveva ordinato la sua presenza in tribunale per testimoniare, ma gli avvocati del Dipartimento di Giustizia (DOJ) hanno impedito che ciò accadesse, ritirando persino la sua dichiarazione dal caso. Il giudice ha interpretato questa mossa come un tentativo di “ostruzionismo”, sfidando apertamente il Dipartimento di Giustizia a presentare ricorso.

I querelanti, tra cui cinque sindacati e cinque organizzazioni non-profit, sostengono che il DOJ stia cercando di nascondere chi ha realmente ordinato i licenziamenti. Mentre il Dipartimento di Giustizia afferma che le singole agenzie abbiano preso la decisione autonomamente, i querelanti puntano il dito contro Ezell e l’OPM. Il giudice ha accusato l’amministrazione di non essere stata sincera, affermando che il controinterrogatorio dei funzionari avrebbe rivelato la verità.

Ezell e l’OPM si difendono sostenendo di aver solo chiesto alle agenzie di valutare i loro dipendenti in prova, senza ordinare direttamente i licenziamenti. Alsup ha insistito affinché il DOJ presentasse testimoni sotto giuramento per chiarire la vicenda, ribadendo la necessità di scoprire chi fosse il reale responsabile della decisione.

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