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Il piacere di ascoltare musica ha una componente ereditaria distinta da alcuni fattori: lo studio

Il piacere di ascoltare musica ha una componente ereditaria distinta da alcuni fattori: lo studio. Uno studio internazionale ha indagato la base biologica del piacere che le persone provano nell’ascoltare la musica, analizzando i dati di oltre novemila gemelli. La ricerca, condotta dal Max Planck Institute for Psycholinguistics in collaborazione con il Karolinska Institute e il Max Planck Institute for Empirical Aesthetics, ha dimostrato che il piacere di ascoltare la musica ha una componente ereditaria distinta da altri fattori come l’abilità musicale o la propensione generale alla ricerca di ricompense.

Il primo autore dello studio, Giacomo Bignardi, ha sottolineato che comprendere le basi genetiche del piacere musicale potrebbe fornire indicazioni più ampie sulla mente umana e sul modo in cui le esperienze diventano piacevoli. Gli autori hanno evidenziato che la musica gioca un ruolo importante nella regolazione emotiva e nella socializzazione, ma esistono grandi differenze individuali nel godimento musicale, le cui origini genetiche erano finora poco conosciute.

Per approfondire il tema, i ricercatori hanno utilizzato un modello di confronto tra gemelli omozigoti e eterozigoti, ipotizzando che una maggiore somiglianza tra i gemelli identici potesse indicare un contributo genetico. L’analisi ha riguardato il piacere musicale auto-riferito, la sensibilità generale alla ricompensa e la capacità di percepire caratteristiche musicali come altezza, melodia e ritmo. I risultati hanno mostrato che oltre il cinquanta per cento della variabilità nel piacere musicale all’interno del campione svedese era attribuibile a differenze genetiche tra individui.

I dati

Gli studiosi hanno stimato che gli effetti genetici contribuiscono fino al cinquantaquattro per cento della variabilità nella sensibilità alla ricompensa musicale, con il settanta per cento di questi effetti indipendenti dalle abilità percettive musicali e dalla sensibilità generale alla ricompensa. Inoltre, le analisi multivariate hanno evidenziato percorsi genetici distinti per il godimento musicale e per le abilità percettive musicali valutate oggettivamente.

Il team di ricerca ha scoperto che la sensibilità alla ricompensa musicale ha una componente ereditaria significativa, indipendente da altri fattori percettivi e affettivi. I risultati suggeriscono che differenti varianti genetiche influenzano aspetti specifici del piacere musicale, come la regolazione delle emozioni, il movimento ritmico o la partecipazione a esecuzioni collettive.

Infine, gli autori hanno sottolineato l’importanza di approfondire, in studi futuri, il legame tra variabilità genetica e caratteristiche strutturali e funzionali delle reti cerebrali coinvolte nel godimento musicale. Un’analisi più dettagliata di questi meccanismi potrebbe contribuire a una comprensione più ampia della musicalità e del ruolo della musica nell’affetto umano.

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