Trump bombarda gli Houthi: “Si erano riuniti per un attacco. Ops…”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, bombarda gli Houthi in Yemen e celebra pubblicamente sui social l’azione militare con droni effettuata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) contro il gruppo di ribelli nello Yemen occidentale. Il video diffuso mostra un’esplosione che, secondo la narrazione, avrebbe ucciso tutti i presenti, intenti a pianificare un attacco. Trump ha ironizzato affermando che, dopo questo colpo, gli Houthi non rappresenteranno più una minaccia per le navi statunitensi.
Non è chiaro quando sia avvenuto esattamente l’attacco, ma da oltre un anno gli Stati Uniti stanno tentando di annientare le capacità offensive degli Houthi, il cui ruolo è diventato centrale a partire dal novembre 2023, quando hanno iniziato a lanciare attacchi missilistici, navali e con droni contro le navi commerciali nel Mar Rosso, come risposta al conflitto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza.
Queste azioni hanno causato il blocco del Canale di Suez, un passaggio marittimo cruciale per il traffico globale di container, costringendo le navi a circumnavigare l’Africa e aumentando di circa due settimane i tempi di percorrenza verso l’Europa. Per cercare di contrastare la minaccia, gli Stati Uniti hanno lanciato nel dicembre 2023 l’operazione Prosperity Guardian, insieme a Regno Unito, Francia e Canada, con l’obiettivo di difendere le rotte marittime strategiche.
Le tensioni
Tuttavia, nonostante l’intervento militare, compresi attacchi aerei iniziati nel gennaio 2024, la minaccia Houthi non è stata eliminata. A distanza di oltre un anno, la sicurezza nel Mar Rosso non è stata ripristinata, il traffico attraverso il Canale di Suez resta dimezzato rispetto ai livelli precedenti al conflitto e nessuna nave statunitense ha attraversato in sicurezza l’area.
Nel frattempo, gli Houthi hanno stretto accordi con compagnie russe, cinesi e con la “flotta ombra” di petroliere russe, consentendo a queste imbarcazioni di transitare indisturbate. La loro efficacia è dovuta alla natura flessibile e a basso costo delle loro operazioni. I droni utilizzati per colpire le navi costano circa 2.000 dollari (circa 1.850 euro), mentre i modelli più sofisticati, compresi alcuni missili, arrivano a 50.000 dollari (circa 46.300 euro). Queste armi non richiedono grandi strutture militari e possono essere manovrate da piccoli gruppi mobili, rendendo difficile per le forze occidentali contrastare efficacemente la minaccia.
These Houthis gathered for instructions on an attack. Oops, there will be no attack by these Houthis!
They will never sink our ships again! pic.twitter.com/lEzfyDgWP5
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) April 4, 2025
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