Guarda video a luci rosse di nascosto a 14 anni: la mamma fa causa a 4 siti per adulti. Un ragazzino di appena 14 anno guarda video a luci rosse di nascosto sul portatile di casa e sua mamma fa causa quattro siti per adulti. È successo nello Stato americano del Kansas, dove la donna ha avviato un’azione legale contro diversi siti pornografici dopo che suo figlio quattordicenne ha trovato un vecchio portatile in casa e lo ha utilizzato per accedere a contenuti per adulti.
La donna, identificata con lo pseudonimo Jane Doe, sostiene che i siti non abbiano adottato misure adeguate per impedire l’accesso ai minori, come richiesto da una nuova legge del Kansas che impone l’autenticazione dell’età per i portali con contenuti espliciti. A riportare la notizia è il sito 404 Media, secondo cui la causa è stata presentata con il supporto del National Center on Sexual Exploitation Law Center (NCOSE), organizzazione che si occupa di contrastare crimini sessuali, inclusi il traffico di esseri umani e la diffusione di materiale pedopornografico.
Nella dichiarazione rilasciata dal NCOSE si sottolinea che la madre monitorava attentamente i dispositivi usati dal figlio, ma non aveva previsto che potesse trovare e usare un portatile dimenticato in un armadio. Il ragazzo, indicato con le iniziali QR, ha iniziato a visitare siti pornografici hardcore attraverso quel dispositivo. Secondo i legali, i siti avrebbero dovuto predisporre sistemi di verifica dell’età per impedire l’accesso ai minori, in conformità con la legge del Kansas. La causa si distingue in quanto rappresenta uno dei primi procedimenti legali negli Stati Uniti a contestare formalmente la mancata applicazione di leggi sulla verifica dell’età da parte dei siti per adulti.
Le accuse
Il NCOSE sostiene che questi portali siano consapevoli dei danni che i contenuti pornografici possono arrecare ai giovani e accusa le aziende di non aver fatto nulla per impedirne l’accesso, pur essendone obbligate per legge. Una dichiarazione dell’organizzazione afferma che è pericoloso permettere ai bambini di accedere a questi contenuti senza barriere adeguate, e che la madre del ragazzo merita giustizia.
Il sito del NCOSE indica che l’organizzazione ha supportato anche cause contro altre grandi piattaforme digitali e siti per adulti, accusati di violazioni della normativa federale sul traffico sessuale. Negli ultimi anni, numerosi stati americani, soprattutto conservatori, hanno approvato leggi simili, anche se la loro efficacia è ancora incerta, soprattutto a causa dell’uso diffuso di VPN che consentono di eludere i controlli geolocalizzati.
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