Dita raggrinzite durante il bagno: non c’entra l’assorbimento dell’acqua, scoperta la vera causa. Con l’arrivo dell’estate e la prospettiva delle vacanze al mare, si ripresenta un fenomeno familiare a molti: le dita raggrinzite dopo essere state immerse a lungo in acqua. Questo processo, osservato da chi fa il bagno o nuota, è stato oggetto di studio da parte di Guy German e del suo team presso il Biological Soft Matter Mechanics Laboratory della Binghamton University, parte della State University di New York.
La ricerca ha rivelato che la formazione delle rughe sulle dita non è dovuta all’assorbimento dell’acqua da parte della pelle, come si pensava in passato, ma alla contrazione dei vasi sanguigni sotto la superficie cutanea. La scoperta è stata ispirata da una domanda posta da uno studente: le rughe si formano sempre allo stesso modo? Questo interrogativo ha spinto German e i suoi collaboratori ad approfondire la questione.
In particolare, la studentessa tedesca Rachel Laytin ha guidato uno studio in cui ai partecipanti è stato chiesto di immergere le dita in acqua per mezz’ora, fotografare le rughe formatesi e ripetere il test dopo almeno ventiquattro ore. I risultati hanno mostrato che le pieghe e le creste si presentavano con lo stesso schema in entrambe le sessioni. Questo conferma che i vasi sanguigni, pur potendo spostarsi leggermente, mantengono una disposizione stabile, influenzando la formazione ripetitiva e coerente delle rughe.
Il caso particolare
Un’altra scoperta importante riguarda le persone con danni al nervo mediano nelle dita. In un caso specifico, uno studente affetto da questa condizione ha partecipato all’esperimento e non ha sviluppato alcuna ruga dopo l’immersione. Ciò suggerisce un legame diretto tra il funzionamento del sistema nervoso e la capacità della pelle di contrarsi in modo da formare le tipiche pieghe.
Queste ricerche potrebbero avere applicazioni pratiche in campo forense. La costanza con cui si formano le rughe potrebbe infatti essere utilizzata per migliorare la rilevazione delle impronte digitali anche in condizioni di esposizione all’acqua, come nel caso del riconoscimento di corpi. Il padre di German, ex poliziotto, aveva già incontrato difficoltà simili durante le indagini. Questo legame personale ha alimentato l’interesse di German per la biometria, un tema che ora approfondisce con entusiasmo con i suoi studenti. La scienza della pelle, afferma, è un campo ricco di possibilità ancora da esplorare.
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