Bambino di un anno dimenticato per ore nel furgone della babysitter parcheggiato al Sole: trovato morto. Un bambino di un anno è morto dopo essere stato dimenticato per ore nel furgone della babysitter parcheggiato al Sole. È successo domenica scorsa, 25 maggio, ad Albuquerque, nello Stato americano del New Mexico. Le autorità hanno definito l’episodio un incidente estremamente tragico. Il caso ha attirato l’attenzione a livello nazionale e ha riportato in primo piano il problema delle morti infantili causate dall’esposizione al calore nei veicoli, soprattutto in vista dell’estate.
Il Dipartimento di Polizia di Albuquerque ha ricevuto una chiamata d’emergenza nel pomeriggio da una casa in Tres Ritos Road SW. Il bambino, che era stato affidato dai genitori a un giovane assistente familiare, è stato trovato privo di sensi all’interno del veicolo di proprietà dello stesso custode, verso le 10 del mattino ora locale. Quando i familiari non sono riusciti a contattare l’assistente, hanno iniziato a preoccuparsi. Il ragazzo, accorgendosi della situazione, ha controllato il furgone e ha trovato il bambino in gravi condizioni. Ha tentato di rianimarlo con manovre di primo soccorso, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
Inutili i soccorsi
I primi ad arrivare sono stati i vigili del fuoco, seguiti dalla polizia, intorno alle 17. Nonostante i tentativi di rianimazione, il bambino è stato dichiarato morto sul posto. Il portavoce della polizia, Gilbert Gallegos, ha fornito queste informazioni durante una conferenza stampa il giorno successivo. La causa della morte sarà confermata dall’autopsia, ma si sospetta che il calore sia stato un elemento decisivo. Non è stata resa nota la temperatura interna del veicolo, ma si sa che il bambino è rimasto chiuso all’interno per molte ore.
Secondo l’organizzazione Kids and Car Safety, almeno tre bambini sono già morti quest’anno negli Stati Uniti in circostanze simili. Ogni anno, in media, circa 40 bambini perdono la vita nel Paese a causa dell’esposizione al caldo all’interno dei veicoli.
Il Dipartimento per l’infanzia e le famiglie del New Mexico è stato informato dell’episodio, ma non risulta alcun precedente legato a quella famiglia. Anche l’Unità crimini contro i minori è coinvolta nelle indagini, che restano in corso. Al momento non sono state formulate accuse contro l’assistente o altri membri della famiglia. Il giovane, inizialmente assente all’arrivo della polizia, è poi tornato spontaneamente per collaborare, e secondo la sua famiglia era in stato di shock per quanto accaduto.
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