Fungo velenoso per distruggere l’industria agricola: due cittadini cinesi arrestati per agroterrorismo. Due cittadini cinesi trovati in possesso di un fungo velenoso per distruggere l’industria agricola e sono stati arrestati dall’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan. L’accusa è di coinvolgimento in un potenziale complotto agroterroristico.
I due, che erano entrati nel Paese con il fungo Fusarium graminearum, sono accusati di cospirazione, contrabbando di beni, frode sui visti e false dichiarazioni. Il fungo in questione è noto per causare la malattia agricola chiamata “marciume della spiga”, che colpisce cereali come grano, orzo, mais e riso, provocando danni economici significativi a livello globale e rischi per la salute umana.
Secondo le indagini dell’FBI, Jian aveva ricevuto finanziamenti dal governo cinese per studiare il patogeno nel suo Paese d’origine, ed è emersa anche la sua affiliazione al Partito Comunista Cinese. Il fidanzato, che lavora in un’università cinese e conduce ricerche sullo stesso fungo, era giunto negli Stati Uniti per collaborare con Jian presso il laboratorio dell’Università del Michigan. Inizialmente aveva mentito alle autorità sull’importazione del fungo attraverso l’aeroporto di Detroit, per poi ammettere la verità.
Il procuratore ha sottolineato come le azioni dei due imputati rappresentino una minaccia seria alla sicurezza nazionale, ritenendo che il laboratorio universitario fosse stato scelto come base operativa per portare avanti il piano. L’arresto avviene in un contesto già teso tra Stati Uniti e Cina, soprattutto in materia di sicurezza, spionaggio e utilizzo strategico delle istituzioni accademiche.
Le accuse alla Cina
Il 3 giugno, il Dipartimento di Stato americano ha accusato la Cina di sfruttare le università per sottrarre informazioni utili a potenziare le sue capacità militari e di intelligence. Questa posizione ha spinto l’amministrazione Trump a rivedere in modo drastico le politiche sui visti per studenti cinesi, sospendendo numerosi permessi di studio e rafforzando i controlli.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti non permetteranno che le proprie università vengano utilizzate per operazioni di spionaggio o per la repressione politica. La Cina ha reagito con fermezza, definendo le decisioni statunitensi discriminatorie e motivate da ragioni politiche.
Secondo la portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning, tali misure danneggiano gravemente i diritti degli studenti cinesi e compromettono gli scambi culturali. Anche università americane come Harvard hanno subito restrizioni, tra cui la limitazione dell’iscrizione di studenti stranieri e tagli ai fondi federali.
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento