Zoey Deutch: “Nouvelle Vague? Con Jean solo un’affinità. Ho un hobby che solo voi italiani potete capire”. Zoey Deutch su Nouvelle Vague, l’attrice, attivista e modella statunitense, 30 anni, è la protagonista del film diretto da Richard Linklater (nelle sale dallo scorso 28 maggio) che racconta la realizzazione di Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard. Ne parla in una intervista a ‘Io Donna’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi
Fra le cause che ha sposato con entusiasmo, spicca quella di Water.org, la ONG fondata da Matt Damon con l’obiettivo di garantire l’accesso universale alle risorse idriche. Questo impegno, che la coinvolge profondamente, rappresenta una delle affinità con il personaggio che interpreta in Nouvelle Vague. Tuttavia, l’attrice precisa subito che le somiglianze si fermano lì: «Ma le affinità finiscono qui: la Seberg ha un’aria così misteriosa… Io per nulla».
Riflettendo sul significato dell’impegno personale e artistico, le viene chiesto se la celebre frase pronunciata da Jean Cocteau a François Truffaut nel film – “L’arte non è un passatempo, è una vocazione” – possa valere anche per l’attivismo. La sua risposta è sincera e sentita: «Così suona un po’ aulico, ma in effetti essere motivato da qualcosa che ami e ti appassiona è meraviglioso. Ognuno deve trovare ciò che lo tocca nel profondo e poi battersi. Ero una ragazzina quando ho iniziato ad avere a cuore il tema della salute delle donne e i diritti riproduttivi (con le organizzazioni Planned Parenthood e il Center for Reproductive Rights, ndr): negli Stati Uniti, sono costantemente sotto attacco, soprattutto per quanto riguarda l’aborto».
Zoey Deutch: “Nouvelle Vague? Con Jean solo un’affinità”
Prepararsi a interpretare Jean Seberg ha richiesto un lavoro meticoloso, fatto non solo di trasformazione fisica ma anche di immersione culturale e storica. L’attrice racconta: «A parte le cose più ovvie (ho tagliato e tinto i capelli, l’ho guardata e riguardata in video per imitarne i modi, ho imparato il francese con il suo accento), ho fatto ricerche sulle pellicole che hanno ispirato Godard e su quelle della Nouvelle Vague. Uno dei regali più belli del mio mestiere è che, ogni volta, è come frequentare un corso intensivo o un master di specializzazione su un argomento specifico. E con un’intenzione forte, con concentrazione».
Questa propensione all’approfondimento si riflette anche nella sua visione della vita, che considera un continuo processo di apprendimento: «Assolutamente sì! Ho questa perenne sensazione di non essere “abbastanza” perché non mi sono mai iscritta all’università. Ho iniziato a lavorare presto (figlia di un regista, Howard Deutch, e di un’attrice, Lea Thompson, ha debuttato a 16 anni, ndr): spesso mi sento meno preparata degli altri e quindi c’è questa spinta a imparare, a recuperare. È un impegno continuo e lo sarà per sempre. Frequento “l’università della vita”, come si suol dire. (sorride) E leggo il più possibile».
Per mantenere un equilibrio interiore, si affida a rituali quotidiani e alle relazioni più care. «Dando priorità alla famiglia, agli amici, al mio compagno (il comico Jimmy Tatro, ndr), al mio cane… Tutto questo mi tiene centrata. E meditazione mattina e sera, una meditazione guidata sulla gratitudine. No, yoga no: preferisco il Pilates, mi aiuta a liberare la mente».
Zoey Deutch: “Ho un hobby che solo voi italiani potete capire”
Quanto al futuro professionale, non nasconde una leggera preferenza per il palcoscenico, pur riconoscendo il valore di entrambi i linguaggi: «Difficile scegliere. Il palcoscenico è unico, non c’è niente di paragonabile: è come una tela bianca in cui l’interprete può esprimersi. Forse ho una piccola preferenza per il teatro, ma sono grata di poter praticare entrambi, ti nutrono in maniera diversa».
La motivazione alla base di questa predilezione è chiara: «Se una sera non va alla perfezione, puoi riprovarci il giorno dopo, e scegliere tu il modo: hai più libertà. Col cinema non è così: quando hai girato, fine. Non puoi tornare indietro».
Infine, svela un’abitudine personale che definisce il suo passatempo preferito, con un tono divertito ma autentico: «Pare uno scherzo, non lo è: il mio hobby è la cena. Adoro andare a cena fuori, adoro preparare la cena, adoro stare con gli amici a cena. So che sembra ridicolo, comunque voi siete italiani e sono certa che mi capite!».
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