Agente aeroportuale spinge un’anziana di 79 anni che cade e batte la testa: arrestata. Una agente della polizia aeroportuale spinge un’anziana di 79 anni che cade, batte la testa e finisce in ospedale. È successo lo scorso mercoledì, 11 giugno, all’aeroporto internazionale di Fort Lauderdale-Hollywood, nello Stato americano della Florida. L’agente della Transportation Security Administration (TSA), Janiyah Wilson-Robinson, 21 anni, è stata arrestata con l’accusa di aggressione
Secondo quanto riportato dalla polizia e dai media locali, l’aggressione è avvenuta nell’area dei controlli di sicurezza TSA mentre la donna, residente a Palm Beach Gardens, si stava preparando per imbarcarsi su un volo JetBlue diretto in California. L’agente avrebbe spinto con forza la passeggera, che è caduta a terra battendo la testa, riportando leggere contusioni.
Dopo l’incidente, la donna è stata assistita dal personale medico aeroportuale, ha ricevuto cure sul posto, incluso un impacco di ghiaccio, ma ha rifiutato il trasporto in ospedale, proseguendo comunque il suo viaggio verso la California. L’aggressione ha fatto scattare l’intervento degli agenti dello sceriffo della contea di Broward, che hanno arrestato Wilson-Robinson per aggressione aggravata contro una persona di età pari o superiore a 65 anni, reato considerato particolarmente grave secondo la legge della Florida.
Liberata su cauzione
La giovane è stata portata al centro di detenzione del North Broward Bureau, da cui è stata rilasciata il giorno successivo dopo aver pagato una cauzione di mille dollari. Non sono emersi precedenti penali a suo carico, né sanzioni legate al suo lavoro presso la TSA. Le cause della lite non sono state rese note e non è chiaro se tra le due persone vi fosse stato un conflitto precedente. L’episodio ha suscitato particolare attenzione per il coinvolgimento di un’agente federale in un’azione violenta ai danni di una passeggera anziana in un contesto soggetto a rigide regole di sicurezza.
La TSA ha confermato l’arresto e annunciato l’apertura di un’indagine interna, sospendendo nel frattempo l’agente coinvolta. In una dichiarazione ufficiale, l’agenzia ha ribadito la sua ferma posizione nel richiedere ai dipendenti standard elevati di professionalità e integrità, condannando ogni comportamento che possa compromettere la fiducia del pubblico.
La TSA non ha fornito ulteriori dettagli sulle misure disciplinari in corso, né ha specificato se l’indagine includerà l’analisi delle telecamere di sicurezza o la testimonianza di eventuali presenti. Anche l’ufficio dello sceriffo di Broward ha evitato di rilasciare commenti aggiuntivi, lasciando in sospeso la possibilità che il caso possa sfociare in un’udienza giudiziaria o in una causa civile.
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