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Brambilla: “La mia legge per gli animali? Orgogliosa soprattutto per un motivo. E ci tengo a precisare una cosa”

Brambilla: “La mia legge per gli animali? Orgogliosa soprattutto per un motivo. E ci tengo a precisare una cosa”. Michela Vittoria Brambilla sulla legge per gli animali, la deputata parla del via libera al nuovo disegno di legge che segna una svolta epocale sui reati contro gli animali, in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

L’onorevole ha espresso grande soddisfazione per il risultato appena ottenuto, definendolo «una riforma storica che l’Italia attendeva da più di vent’anni». Si tratta di una legge a lungo attesa e il frutto di un impegno che affonda le radici nel tempo. Come ha spiegato lei stessa, «dal 2008, quando sono entrata in Parlamento: parliamo, cioè, di quattro legislature. Sono molto orgogliosa che questa legge porti il mio nome, perché è il frutto dell’impegno di tutti questi anni».

La cosiddetta Legge Brambilla rappresenta un cambio radicale nell’approccio alla tutela degli animali. Secondo l’onorevole, «con questa legge si ribalta completamente la prospettiva di tutela degli animali, considerando finalmente loro il soggetto da tutelare e non più il sentimento dell’uomo per gli animali». Questo concetto segna una svolta importante, come lei stessa ha chiarito con maggiore dettaglio: «la rubrica del Codice penale che si occupa dei reati al loro danno era intitolata “Delitti contro il sentimento per gli animali”. Non veniva riconosciuta agli animali la necessità di una tutela diretta, che veniva solamente rivolta all’uomo. Non era l’animale, bensì l’uomo al centro: chi commetteva un reato ai danni di un animale veniva punito per il dolore o per la perdita economica che infliggeva al suo proprietario».

Brambilla: “La mia legge per gli animali? Orgogliosa soprattutto per un motivo”

Oggi, invece, la prospettiva cambia radicalmente. «Questa legge attua la tutela degli animali in via diretta. E ci tengo a precisare una cosa. La tutela riguarda tutti gli animali, non soltanto cani, gatti e animali domestici. Si tratta di un aspetto fondamentale che segna un cambio di passo significativo rispetto al passato». L’intento è dunque quello di estendere la protezione a ogni creatura vivente, senza distinzioni arbitrarie.

In termini pratici, l’onorevole ha sottolineato le implicazioni della nuova normativa: «in questi decenni abbiamo assistito a casi di crudeltà nei confronti degli animali difficili da descrivere, nel senso che sono stati commessi crimini di una efferatezza senza precedenti nei confronti di queste creature indifese. Sembrava che tutti la potessero far franca. Ma non dobbiamo dimenticare una cosa». Il riferimento è al fatto che «chi delinque verso gli animali è comunque una persona socialmente pericolosa, un domani può fare la stessa cosa anche verso una persona. Ci sono studi scientifici nel Regno Unito che confermano questa tesi».

La legge introduce sanzioni precise e severe per chi maltratta o uccide animali. «Rischia fino a due anni di carcere e 30 mila euro di multa», ha detto in riferimento ai maltrattamenti. «Si arriva fino a quattro anni di carcere e 60 mila euro di multa» nel caso in cui un animale venga ucciso con crudeltà. Inoltre, sono previste aggravanti per alcune circostanze specifiche: «è previsto un aumento di un terzo della pena laddove il fatto viene commesso davanti a minori, se viene svolto su più animali o se viene filmato e diffuso in rete. Quest’ultima aggravante punta a scoraggiare il proliferare sui social network di video che ritraggono abusi su animali per qualche “like” in più».

Brambilla: “La mia legge per gli animali? Ci tengo a precisare una cosa”

La normativa non si limita ai casi di maltrattamento e uccisione, ma si estende anche ad altre forme di violenza e sfruttamento. «Con questa legge colpiamo anche chi partecipa, non solo chi organizza, ovvero lo spettatore. Per essere chiari: a lui vanno due anni di carcere e 30 mila euro di multa. L’aspetto della multa diventa un deterrente economico per chi potrebbe delinquere», ha affermato parlando dei combattimenti tra animali.

Un altro punto cruciale è il divieto di tenere i cani alla catena: «finalmente diciamo basta a questa barbarie medievale: la catena è vietata in tutto il Paese, per cui 5 mila euro di multa a coloro che verranno colti con il cane alla catena».

Infine, con l’estate alle porte, si affronta anche la questione dell’abbandono degli animali. «L’abbandono è un reato e se avviene sulla rete autostradale o stradale la faccenda diventa ancora più grave. Perché se poi si genera un incidente con morti o feriti, le pene sono le stesse dell’omicidio stradale: sette anni di carcere, per intenderci».

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