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Selene Caramazza: “Bad Guy? Leonarda mi terrorizzava per un aspetto. Al Sud abbiamo una caratteristica che ci lega alla nostra terra”

Selene Caramazza: “Bad Guy? Leonarda mi terrorizzava per un aspetto. Al Sud abbiamo una caratteristica che ci lega alla nostra terra”. Selene Caramazza su Bad Guy, gli esordi, il legame con la propria terra, e non solo. L’attrice siciliana, 32 anni, ripercorre le tappe della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘Vanity Fair’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Nel corso della sua vita, si è trovata a fare i conti con rapporti che la rendevano infelice, soprattutto in ambito amicale più che amoroso. Ha affrontato la situazione con determinazione, scegliendo di allontanarsi da chi non le faceva bene. Come racconta: «Più in amicizia che in amore. Ho preso coraggio e mi sono allontanata da persone che non mi facevano bene. Poi, guardi, io nei rapporti cerco sempre l’amore puro».

La consapevolezza di poter chiedere aiuto è arrivata nel tempo, grazie alla capacità di distinguere tra chi le stava vicino per convenienza e chi, invece, aveva davvero a cuore il suo benessere. «Ho selezionato tra le persone che mi stavano accanto, quelle davvero di valore, quelle che mi hanno aiutato a capire che c’era qualcosa che non andava, che volevano esserci nei momenti importanti e che avevano davvero voglia di aiutarmi quando ero in difficoltà. Il periodo del Covid è stato davvero una cartina di tornasole per fare questo passo».

Selene Caramazza: “Durante il Covid ho fatto selezione di amicizie”

Proprio durante il lockdown, ha iniziato a soffrire di attacchi di panico, un’esperienza nuova e destabilizzante che ha messo in luce la reale qualità delle sue relazioni. «Sarà stato forse l’isolamento, ma ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e non mi era mai accaduto prima. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a uscire da quella realtà soffocante, ma molte delle persone su cui pensavo di contare non c’erano. Quindi, che senso aveva mantenere rapporti con persone che drenano solo la tua energia positiva e non danno nulla in cambio?».

In quei momenti difficili, anche se fisicamente lontana dalla sua famiglia – lei a Roma, i suoi in Sicilia – ha sentito forte il loro supporto emotivo. «Certo… anche se loro erano lontani: io a Roma e loro in Sicilia. Però, a dimostrazione del fatto che, anche se non presenti fisicamente, lo si può essere emotivamente. Ecco quando parlo della purezza dell’amore io mi riferisco a loro».

Il rapporto con i genitori è stato messo alla prova anche nel momento in cui ha comunicato la volontà di diventare attrice. Per loro è stata una rivelazione inaspettata, ma nonostante lo smarrimento iniziale, hanno scelto di sostenerla. «Erano piuttosto confusi e frastornati. Alla fine delle scuole superiori, avevo detto loro che volevo trasferirmi a Roma e studiare recitazione ed è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno perché non avevo mai detto di avere questa passione. Però, loro mi hanno appoggiata e sostenuta, chiedendomi solo di frequentare anche giurisprudenza all’Università: una sorta di piano b».

Selene Caramazza: “Al Sud abbiamo una caratteristica che ci lega alla nostra terra”

Con grande senso di responsabilità, ha portato avanti anche gli studi in giurisprudenza, arrivando alla laurea per concludere ciò che aveva iniziato e per fare un gesto significativo nei confronti della sua famiglia. «Sì, perché mi piace concludere tutto quello che inizio e sentivo che in qualche modo glielo dovevo. Sapevo che gli avrebbe fatto piacere e, in qualche modo, aiutava anche me: mi permetteva di prendermi una pausa dal mondo della recitazione, di tenere i piedi per terra».

Un legame, quello con la famiglia, che si è manifestato anche in occasioni importanti della sua carriera, come la presentazione del film a Taormina, dove i suoi erano presenti. «Tutto quello che faccio è dedicato a loro. Mi piaceva l’idea che fossero lì presenti, felici per me. Ha significato chiudere un cerchio».

Quel cerchio è legato al percorso personale e professionale che l’ha portata lontano dalla Sicilia per inseguire il proprio sogno, e che oggi la riporta nella sua terra da protagonista. «Io sono andata via dalla Sicilia per inseguire il mio sogno. E, adesso, ci ritorno per presentare un film di cui sono protagonista. Quindi, ora sono in Sicilia per vivere il mio sogno. Guardi, ci penso spesso anche quando sono qui a girare: adoro avere la possibilità di raccontare la mia isola attraverso il mio lavoro».

Il legame con la Sicilia va oltre la geografia o gli affetti. È una questione di identità, di temperamento, di radici profonde. «Oltre ai miei affetti, le direi il mio carattere: la determinazione e la testardaggine appartengono al mio essere siciliana. Ma questo credo sia un tratto comune a molte persone del Sud: noi possediamo una cazzimma, una spregiudicatezza, un coraggio che è tipico di persone che, da secoli, sono costrette a viaggiare, ad addentrarsi nell’ignoto per poter costruire la propria vita».

Selene Caramazza: “Bad Guy? Leonarda mi terrorizzava per un aspetto”

Questa forza interiore emerge anche nella scelta dei ruoli che interpreta. Nonostante la paura iniziale, non si è mai tirata indietro, nemmeno di fronte a personaggi lontani da sé. «Assolutamente. All’inizio, molti ruoli mi facevano paura, ma non ho mai voluto tirarmi indietro. Ad esempio, Leonarda in Bad Guy: mi terrorizzava perché lei è molto diversa da me. Io sono timida, mentre lei è spavalda, dura e forte. Alla fine delle riprese, è stato difficile lasciarla andare perché mi piaceva che una parte di me avesse guadagnato quella specificità del suo carattere».

Anche il ruolo di Sonia in ‘Arrivederci Tristezza’ rappresenta una sfida significativa. Il personaggio compie una scelta coraggiosa: congelare i propri ovuli per preservare la possibilità di diventare madre. Una decisione forte, di grande libertà, che lei ha interpretato con convinzione. «Sono davvero felice di aver dato voce a un personaggio che fa questo tipo di scelta. Abbiamo portato sul grande schermo, una scelta di coraggio e di grande libertà. Perché congelare gli ovuli è uno strumento di libertà, ci permette di vivere con serenità l’opportunità di diventare madre, nonostante lo scorrere del tempo».

Quella stessa possibilità, oggi, la sta valutando anche nella propria vita, pur senza aver ancora preso una decisione definitiva. Ci tiene però a sottolineare quanto sia importante avere una scelta. «Ho iniziato a pensarci durante la lavorazione del film, ma non mi sono data ancora una risposta. Però, voglio che ci sia una possibilità del genere perché può fare la differenza. Le nostre scelte di vita, in quanto donne, vengono spesso guardate con sospetto: se non vogliamo diventare madri è un problema, se vogliamo diventarlo può essere troppo tardi o può significare una battuta d’arresto nel nostro lavoro. È sempre difficile».

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