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Rettore: “Giorgia sopravvalutata, è l’imitazione di un’altra cantante. Kobra ispirato dalle dimensioni dei meridionali”

Rettore: “Giorgia sopravvalutata, è l’imitazione di un’altra cantante. Kobra ispirato dalle dimensioni dei meridionali”. Donatella Rettore su Giorgia, la particolare ispirazione per Kobra, e non solo. La cantante veneta, 70 anni, ripercorre le tappe della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Compiere settant’anni suscita in lei un certo stupore: «Mi sembra una cifra così esagerata». Eppure, anche questa volta il compleanno arriva puntuale, sebbene con una differenza rispetto al solito: «Ogni 8 luglio di solito sto al telefono ore con il mio commercialista per la dichiarazione dei redditi. Questa volta però è cifra tonda, il commercialista lo sentirò il giorno dopo».

Il suo arrivo al mondo fu accolto come un evento sacro, dopo che tre fratelli erano morti subito dopo il parto. «L’unica sopravvissuta, la superstite, le aspettative su di me erano mostruose, dovevo essere il genio di casa. Io volevo fare il pompiere ma mia mamma voleva che studiassi per fare l’astronauta. Che poi con la mia testa ero già comunque tra le nuvole».

Rettore: “Kobra ispirato dalle dimensioni dei meridionali”

Fin da bambina, la musica ha segnato il suo destino. A soli dieci anni entra in un complesso di ragazzini chiamato Il Cobra: «Grazie ai preti andavamo tutte le domeniche nelle parrocchie a suonare. Un’abitudine che si è persa, la Chiesa dovrebbe riorganizzarsi meglio, lo devo dire a Papa Leone, che pensi alla musica più che alla politica, perché la musica è cultura e pace». Anche il percorso scolastico fu brillante: «Ho fatto una maturità a dir poco splendida spendente. Sono uscita sul giornale: erano anni che nessuno si maturava a Treviso con 60 su 60».

Il 1980 segna una svolta fondamentale: arriva il brano «Kobra». Nasce quasi per scherzo, ispirato da un amico cantautore: «Franco Marino, un nostro amico cantautore, faceva sempre lo scemo, diceva: noi del sud siamo superdotati, il cobra di qua, il cobra di là. Mi ha dato lo spunto». Il successo fu travolgente e inaspettato: «Chi l’avrebbe mai detto? Fu un pandemonio, anche a causa di una professoressa di lettere che scrisse che la mia canzone toglieva la purezza e l’ingenuità ai bambini. Il pezzo fu bloccato, prima messo sotto sequestro e poi autorizzato. Devo ringraziare quella professoressa, in realtà mi ha fatto un grandissimo favore».

Non fu l’unico episodio di censura. Anche il brano «Benvenuto» sollevò polemiche per le sue allusioni sessuali esplicite: «Il video era stupendo, una bella ragazza dentro una vasca di polistirolo, quasi senza trucco, con tutti i capelli tirati indietro: sembravo la Deneuve. Sono impazziti tutti. Volevano prenderlo come sigla di Domenica In. Anche Baudo era tutto contento. Poi però ha chiesto di leggere il testo e mi ha bocciato: guardi, se metto questa canzone io perdo il posto. Così ha scelto i Matia Bazar».

Rettore: “Il mio primo amoreaveva 15 anni più di me”

Il brano «Dammi una lametta che mi taglio le vene» nasce come una pungente ironia sul melodramma amoroso. Eppure, nonostante l’amore stabile con Claudio Rego dal 1977, le sofferenze sentimentali non sono mancate: «No, ho sofferto anch’io, però prima di incontrare Claudio. Quando avevo 14 anni ero innamorata di questo ragazzo che aveva 15 anni più di me». Un amore che oggi farebbe scandalo: «Suonava la chitarra e mi tradì con una mia amica molto più grande di me. Mi scrisse una canzone: La mia cerva bianca». Il riferimento era chiaro: «Sono tornata a casa, disperata, piangendo. Volevo farmi male, ho trovato una bottiglietta di grappa e sono andata in coma etilico».

Il grande successo però non le ha garantito solo applausi: «Sono sempre stata contestata, altro che lusingata o coccolata». Anche il primo incontro con Claudio fu tutt’altro che romantico: «Al nostro primo incontro fu davvero maleducato. Disse: solo per il fatto di avere delle belle gambe pensi di saper cantare? I cori li facciamo noi che tu non sei capace. L’ho odiato subito, ho pensato: un gran cafone». Eppure, nonostante i tanti corteggiatori, nessuno ha avuto la sua stessa tenacia: «Sì, ho avuto tanti spasimanti, un tempo gli uomini erano meno spaventati di adesso. Erano comunque educati, ti facevano una corte, poi certo ogni tanto qualche sberlone partiva se mettevano le mani addosso».

Rettore: “Giorgia sopravvalutata, è l’imitazione di un’altra cantante”

Dopo gli anni d’oro, gli anni Novanta portarono un periodo più opaco: «Gli anni 90 sono stati duri, ho sofferto. Quando va male ti senti l’ultimo della classe». A pesare, anche un tradimento professionale: «Un mio produttore che mi ha fatto fare una scelta sbagliata per il suo tornaconto personale. Ho passato lunghi periodi di depressione e di attacchi di panico. Il mal di vivere è una brutta cosa, ma in tanti mi hanno aiutato: non è vero che il mondo dello spettacolo è cattivo».

Infine, alla domanda su chi è per lei la cantante più sopravvalutata, Donatella Rettore non sembra avere dubbi: «Giorgia. È sicuramente molto dotata, però di nuovo non ha portato niente. Lei è l’imitazione di Whitney Houston, nasce da lì. Bravissima, ma non originale».

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