Trump snobba Maradona: “Per me il numero uno del calcio è solo lui”. Donald Trump snobba Maradona nel corso dell’intervista rilasciata a Dazn dopo la finale del Mondiale per Club al MetLife Stadium. A rubare la scena non è stato quindi un fuoriclasse con i tacchetti, ma il presidente degli Stati Uniti. Il Chelsea ha battuto il Paris Saint-Germain, ma a far discutere è stata la dichiarazione del presidente americano, che ha indicato Pelé come il più grande calciatore di tutti i tempi.
Una scelta che ha fatto alzare più di un sopracciglio, soprattutto per l’assenza di Maradona, universalmente riconosciuto come uno dei veri giganti del calcio mondiale. Ma si sa, tra Maradona e gli Stati Uniti non è mai corso buon sangue, specie dopo il controverso episodio del 1994 che di fatto chiuse la carriera internazionale del Pibe de Oro.
Trump ha motivato la sua scelta con ricordi personali (leggermente sbiaditi e alquanto soggettivi), evocando l’epoca in cui Pelé giocava nei New York Cosmos. Ha ricordato con nostalgia lo stadio pieno di tifosi accorsi a vederlo giocare e ha citato anche Steve Ross, l’uomo che portò il brasiliano in America. Sembrava di ascoltare un vecchio zio che ricorda i bei tempi andati, solo che in questo caso lo zio è il presidente degli Stati Uniti e la sua competenza sportiva è pari a quella di un pinguino al Polo Nord.
I dilemmi di mister dazi
Come se non bastasse, Trump ha affrontato anche un grande dilemma nazionale: cambiare il nome dello sport da “soccer” a “football”. Alla domanda se avrebbe emesso un ordine esecutivo per questo scopo, ha risposto tra il serio e il faceto: “Potremmo farlo”. Per un attimo è sembrato che volesse riscrivere la Costituzione per far contenti i tifosi.
Durante la serata ha anche raccontato di possedere un trofeo FIFA donato da Gianni Infantino, che ora campeggia nello Studio Ovale come un souvenir da bar sport. Nessuno l’ha più reclamato, e a quanto pare nessuno lo farà mai.
In chiusura, Trump ha dichiarato che il calcio unisce i popoli e che gli Stati Uniti saranno pronti a ospitare i Mondiali del 2026. Un messaggio di pace e fratellanza, pronunciato da chi raramente riesce a non litigare nemmeno con le regole del baseball. Insomma, quando si parla di sport, Trump riesce sempre a calciare la palla… fuori dallo stadio.
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento