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Violenta e uccide una bambina: pedofilo prelevato dalla stazione di polizia e bruciato vivo in strada dalla folla

Violenta e uccide una bambina: pedofilo prelevato dalla stazione di polizia e bruciato vivo in strada. In Brasile, uomo di 48 anni violenta e uccide una bambina e scatena una violenta reazione popolare culminata nel suo linciaggio. Gregorio da Silva, un uomo di 48 anni, è stato identificato grazie alle immagini di videosorveglianza come il sospetto responsabile della morte di Laylla de Assis, una bambina di un anno. Dopo essere stato fermato dalla polizia nella città di Jutaí, avrebbe confessato di aver aggredito sessualmente la bambina e di averne poi gettato il corpo in un fiume.

La bambina era scomparsa mentre si trovava su una barca galleggiante, dove viveva con la famiglia, dopo che la madre l’aveva messa a letto. La notizia ha scatenato una forte ondata di indignazione tra gli abitanti locali. Una folla inferocita si è radunata davanti alla stazione di polizia per protestare e chiedere giustizia, ma la manifestazione pacifica è presto degenerata.

Secondo la Polizia militare dell’Amazzonia, i manifestanti hanno fatto irruzione nell’edificio lanciando bottiglie e molotov, mentre l’evento veniva trasmesso in diretta sui social media. La polizia, colta di sorpresa, non è riuscita a contenere la situazione.

Trascinato fuori dalla stazione dalla folla

Gregorio da Silva è stato trascinato fuori dalla stazione da una parte della folla, che lo ha aggredito con pietre e oggetti contundenti. Dopo essere stato messo a terra, un uomo gli ha dato fuoco davanti a decine di persone, tra cui molti che acclamavano la scena. Alcuni video mostrano il corpo del sospettato in fiamme, coperto da legna, mentre la gente continua a urlare. Un’ambulanza è arrivata sul posto mentre l’incendio era ancora in corso.

Durante questi drammatici eventi, è circolato un video della madre della bambina, visibilmente sconvolta, seduta a terra e in preda alla disperazione. In seguito, è stata arrestata con l’accusa di aver incitato la folla alla violenza. Altre tre persone coinvolte nei disordini sono state fermate. Il caso ha sollevato profonde riflessioni sul confine tra giustizia e vendetta, e sull’escalation incontrollata della rabbia collettiva.

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