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Brumotti: “Fidanzata? La tengo nascosta per un motivo. Da piccolo mi buttai dal terzo piano. Quando mi picchiano, rido”

Brumotti: “Fidanzata? La tengo nascosta per un motivo. Da piccolo mi buttai dal terzo piano. Quando mi picchiano, rido”. Vittorio Brumotti sulla fidanzata “nascosta” per un motivo, il volo dal terzo piano da piccolo, e non solo, il conduttore e campione di bike trial, 45 anni, si racconta a tutto tondo in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Fin da piccolo ha dimostrato una natura indomita e determinata. Quando sua madre Lisa lo mise in guardia dicendogli: «Occhio che se ti affacci il destino ti tira di sotto», lui non esitò a sfidare quella profezia. «Mi sono lanciato dal terzo piano. Ho dato una lieve testata però è andata bene. Le ho dimostrato che non c’era nessun destino». Forse era semplicemente il segno di un angelo custode sempre pronto a intervenire. Da ragazzino aveva un modo tutto suo per attirare l’attenzione: «Tappavo con la carta lavandino e bidet, poi aprivo i rubinetti e allagavo casa. Quando mi sgridavano restavo muto. Forse cercavo attenzione».

La prima bicicletta arrivò prestissimo: «A 3 anni e mezzo, azzurra, senza rotelle. La seconda fu a 6, vinta alla lotteria della scuola, con il numero 8». Ricorda ancora il commento ironico del padre Claudio: “Hai più cu.. che anima”. Una sorte che sembra non averlo mai abbandonato, anche se precisa: «Lo sostiene anche Antonio Ricci. Sono fortunato ma odio il gioco, quello che guadagno deve arrivarmi da queste mani qua».

Brumotti: “Da piccolo mi buttai dal terzo piano”

È cresciuto in fretta, spinto da un’indole imprenditoriale precoce: «A 14 anni ho aperto la partita Iva per eventi e sponsor. Telefonavo alle aziende di auto scelte a caso dall’elenco: “Sono campione italiano, mi darebbe una macchina in uso così i miei genitori mi possono accompagnare alle gare?”». A soli 16 anni si comprò la sua prima auto, pur non avendo ancora la patente: «Una Clio Williams 16 valvole. La pulivi, ci mettevi l’arbre magique e ti garantivi le ragazze più belle».

La sua prima vera impresa, però, fu affrontare le responsabilità fiscali da adolescente: «Riuscire a pagare le tasse a 15 anni». A 19 si ruppe i legamenti della gamba destra. I medici consigliavano l’intervento, ma lui non poteva fermarsi: «Usavo un tutore in carbonio, ho speso i soldi dell’assicurazione per gli strumenti». Per finanziare le gare si adattò a tutto: «Ho fatto il muratore, gli eventi, Buona Domenica. E il lunedì tornavo in fabbrica tutto sporco. Mi ha formato».

Il titolo di campione del mondo arrivò dopo una serie di gare estenuanti e incidenti impressionanti: «Gara a tappe. In Spagna ero primo, in Francia terzo. A Singapore cado e mi sfascio la faccia, svengo, mi rianimano, ero secondo, sono partito lo stesso pieno di punti. Alla finale in Giappone faccio un salto nel fiume, sotto il fango c’era un bidone di petrolio, mi si gira il ginocchio, ho finito la gara senza una gamba, con un solo pedale».

Una volta rientrato in Italia, fu Antonio Ricci a notarlo e a portarlo in televisione: «Tornato in Italia mi scova Ricci e mi mette a Striscia ad occuparmi di opere incompiute e fondi sperperati. Da ragazzino sono diventato omettino. Disposto a morire per aiutare un prossimo che non conosco nemmeno».

Brumotti: “Quando mi picchiano, rido”

Tra le imprese che ancora rimpiange, c’è quella che non è riuscito a compiere: «L’Everest. Mi hanno bloccato dopo anni di preparativi. Camper militare, allenamenti in solitaria, mezza maratona, maschera ad ossigeno, petto di pollo, riso, zero alcol. Controlli medici continui. Visita dal dentista».

Ha subito spesso aggressioni durante i suoi servizi: «Mi colpiscono esteriormente, ma dentro di me rido. Se lo spacciatore mi vuole uccidere, bene, così in quel posto faranno pulizia». E il bilancio di questi anni di lavoro è impressionante: «A ogni servizio ho una colluttazione, ne ho girati circa mille». La forza gli viene anche dall’educazione ricevuta: «Ma vuoi mettere con una mamma calabrese che sa crescere i figli maschi? Bastava che alzasse la mano, così. Oggi vedo tanti bambini maleducati e mi dispiace. Gli dico sempre: “Ascoltate i vostri genitori, vogliono il vostro bene”. Io devo tutto all’educazione dei miei. È così bello andare alle sagre paesane e chiacchierare con gli anziani, oggi non ci parla più nessuno. Un tempo si chiedeva consiglio a loro, oggi all’intelligenza artificiale».

Anche le sue gambe, strumento indispensabile nelle sue imprese, sono state assicurate: «Il giusto, mi obbligano. Se me le tagliano, ho le braccia». Tra le imprese più spettacolari di cui va fiero ce ne sono tre in particolare: «Mi sono inerpicato sul monolite più alto d’Europa. Mi sono tuffato in mare con la bici da 17 metri. Ho scalato il Burj Khalifa, a Dubai. Lo abbiamo fatto solo io, l’Uomo Ragno e Tom Cruise in Mission Impossible».

Brumotti: “Fidanzata? La tengo nascosta per un motivo”

Nonostante minacce, aggressioni e pericoli estremi, la paura sembra non appartenergli: «Sul lavoro mai. Ci vado con una testa che non può immaginare, dentro ho Vivaldi e Beethoven. Ho avuto rioni interi che volevano distruggermi. Me ne strafotto, ne esco sempre fuori». Ma non è immune da difetti: «Tralascio tutto per il lavoro. Sono in pace con me stesso però non mi godo niente. Ho dei giocattolini parcheggiati in garage, non li uso mai. Sono felice con un furgone e una bici».

In amore, invece, si definisce cauto ma affettuoso: «Tendenzialmente non sono quello che parte per primo, scherzo e rido però non ci credo mai. Se non mi dicono “guarda che le piaci” non mi butto. Sono sempre stato fidanzato, da solo valgo poco, sto meglio in coppia. Il single in fondo è sfigato. Poi gli amori finiscono, però devono ricominciare subito». Ha un’idea molto chiara su cosa sia per lui l’amore: «Non c’è una tecnica. L’amore è una roba sacra da gestire. Quando arriva il momento basso, sbattiti, fai di tutto, non compensare con i gatti».

A chi lo immagina difficile da gestire nella vita privata, risponde con naturalezza: «Nooo. Sono l’opposto di come mi si vede. Mi piace cucinare la carne, le Harley-Davidson, sono godereccio. Amo il silenzio, riflettere, scrivo tantissimo. Con la mia compagna sono una geisha, è lei che viene servita da me. Preparo la cena, risolvo problemi, anche perché non so stare fermo».

Da qualche anno condivide la vita con Annachiara Zoppas, una presenza importante ma discreta: «Rispetta il mio lavoro, è una santa. La tengo nascosta, non pubblichiamo quasi niente perché subito arrivano minacce di morte».

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