Kessisoglu: “Milano meglio di Genova per me. A 50 anni ho fatto una scelta importante. E su Bizzarri…”. Paolo Kessisoglu su Milano, la scelta importante fatta a 50 anni, il duo con Luca Bizzarri, e non solo. L’attore e comico ligure, 56 anni, a tutto tondo in una intervista rilasciata all’ediziinevonline de ‘La Repubblica’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
L’attore racconta con sincerità il modo in cui ha affrontato il passare del tempo e come, a cinquant’anni, abbia completamente trasformato la propria esistenza. «Questa cosa che prima o poi si invecchia non mi va giù, ma a 50 anni ho talmente ribaltato la mia vita che mi sembra di aver appena ricominciato. Sono andato via di casa, ho progetti tutti miei sul lavoro, sono diventato autore di me stesso. Pensavo di non dover chiedere altro dalla vita, e invece sono cambiato di più nei miei ultimi 5 anni che nei 20 precedenti. Scrivere per il teatro fa parte di questo stravolgimento, sono felice: non riesco a pensare ad altro».
Kessisoglu: “A 50 anni ho fatto una scelta”
La sua formazione artistica ha radici solide, essendosi diplomato allo Stabile di Genova, e oggi continua a sperimentare tra comico e tragico. «E infatti il testo che sto scrivendo sarà sul tragicomico, una sorta di esame di coscienza di un padre cinquantenne che vorrei facesse ridere ma pure far pensare. Quello che ho capito può essere la grande ricchezza di fare l’artista. Mettere in moto chi ci ascolta, fare da megafono per sensibilizzare e far pensare al bene comune».
Accanto all’attività teatrale, l’attore è impegnato anche in un progetto benefico che affronta un tema delicato come la salute mentale. «Partiamo dalla Versiliana ad agosto, poi Roma, Milano, Genova. Ci sarà anche mia figlia, con cui abbiamo portato a Sanremo la nostra canzone sul tema del disagio giovanile e il rapporto padre-figli, e tanti ospiti con pezzi sul tema dello spettacolo, la salute mentale».
Kessisoglu: “Proteste laureandi? Per combattere le regole che non ci piacciono, prima serve rispettarle”
Affrontare il disagio con leggerezza può sembrare un rischio, ma secondo lui è necessario. «Oggi il suicidio è la prima causa di morte tra i 13 e i 25 anni dopo gli incidenti stradali. I numeri degli accessi alle cure per tendenze autolesive e disturbi alimentari tra i ragazzi fanno paura. Sono cambiati i rapporti tra generazioni, ci sono i social, la scuola non più. Gli psicoterapeuti sono i superman del nostro tempo, ma non bastano. La politica fa poco, noi proviamo a dare una mano, facendo ridere». Di fronte alle recenti proteste dei maturandi che hanno rifiutato il voto finale come gesto simbolico, l’attore esprime una posizione di equilibrio. «Che dei diciottenni protestino, è sempre un buon segno. Ma per combattere le regole che non ci piacciono, prima serve rispettarle. L’ingranaggio si scardina dentro».
Riflettendo sulla propria giovinezza, torna con la memoria agli anni della Maturità e al contesto familiare e sociale in cui è cresciuto. «Un 42 e via alla scuola germanica, non mi sopportavano più. Ai tempi vivevamo in un quartiere della Genova bene da finti medio borghesi, perché in realtà avevamo le pezze al culo. Seguivo l’attualità dalle discussioni in casa, tempi di governi Craxi e slanci ecologisti di Greenpeace, ma disinteressato alla politica. Sognavo di fare l’attore, ma senza capire quanto politico può essere il lavoro di chi sale su un palco o dipinge o suona la chitarra».
Kessisoglu: “Milano meglio di Genova per me”
Oggi, da artista affermato, continua a occuparsi di attualità con Luca Bizzarri. I due cureranno la copertina del programma “DiMartedì” su La7. «Ci toccherà un riepilogo delle perle della politica estiva di questi mesi, e temo non sarà difficile farlo. I leader li vedo sottotono, ma la corsa a scrivere sui social qualsiasi cosa è rimasta. La situazione internazionale, invece, dice cose».
A proposito di scenario globale, non manca una riflessione amara sul ruolo dell’Italia. «Che non contiamo granché, come paese, e questo si sapeva. Ma pure che per quanto si possa considerare un merdone quello su cui siamo appena scivolati, c’è sempre un merdone più grosso alla curva successiva. Abbiamo passato estati a parlare del Papeete di Salvini, oggi in mezzo a tutte queste bombe direi siamo messi peggio».
Il sodalizio con Luca Bizzarri, ormai lungo 35 anni, è un altro aspetto centrale della sua carriera. «Tra noi c’è sintonia, non parliamo granché né abbiamo mai fatto una vacanza insieme. Ci ha aiutato fare anche altro, oltre al duo, e ci legano tante cose belle. Se penso al festival di Sanremo ritorno con la mente sul palco, finale della nostra edizione da conduttori, Vecchioni vincitore, coriandoloni sull’Ariston, io e Luca siamo fuori dall’inquadratura, scoppiamo a piangere insieme».
Infine, l’attore parla del suo legame con Genova e del presente a Milano, città in cui oggi vive. «Ma io sono un genovese atipico, non mi affeziono alle città, di Genova mi mancano solo gli amici e i miei genitori che non ci sono più. E poi Genova è sempre uguale a sé stessa, Milano costa troppo ma esci di casa e da un giorno all’altro c’è qualcosa di nuovo, ti cambiano i negozi, ti spuntano nuove strade».
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento