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Paolo Bonolis: “Cesaroni e Puffi ma non chiamatemi attore. Gossip con Bruganelli? La mia risposta è solo una”

Paolo Bonolis: “Cesaroni e Puffi ma non chiamatemi attore. Gossip con Bruganelli? La mia risposta è solo una”. Paolo Bonolis su I Cesaroni, i Puffii, il gossip con l’ex moglie Sonia Bruganelli, e non solo. Il conduttore romano, 64 anni, senza pesi sulla lingua in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Ai tempi di Bim Bum Bam, nel 1982, Paolo Bonolis fece da ambasciatore dei Puffi presso il pubblico italiano, che ancora non conosceva gli omini blu creati da Peyo e Yvan Delporte. Dal 27 agosto sarà lui a prestare la voce al più saggio di tutti, il Grande Puffo, nel film di animazione diretto da Chris Miller. «Effettivamente li abbiamo lanciati noi nel 1982. Lanciati in senso buono, per carità».

Pur avendo accettato questo nuovo ruolo, Bonolis non millanta competenze attoriali e non considera il cinema il suo mestiere. «Non posso dire di essere un attore, né un doppiatore. Probabilmente perché sono coetaneo del Grande Puffo, ci siamo ritrovati a gestire la stessa età». La sua unica vera esperienza cinematografica risale a vent’anni fa, quando recitò per Alessandro D’Alatri in Commedia sexi. «Mi coinvolse con l’entusiasmo che era tipico suo. L’ho fatto volentieri, con attori formidabili e mi sono reso conto dell’abisso che c’era tra me e loro. Meglio continuare a essere spettatore».

Paolo Bonolis: “Cesaroni e Puffi ma non chiamatemi attore”

Il conduttore racconta di esserlo sempre stato, un appassionato spettatore. «Con grande passione. Quando ero ragazzo lavoravo al cineclub Labirinto, a Roma, innamorato del cinema. Ma sarò nella nuova stagione de I Cesaroni». In questa occasione interpreterà sé stesso. «Si. Passo in bottiglieria alla Garbatella e c’è una piccolissima trama. Mi ha fatto piacere perché sono amico di Amendola. Sul set è venuta mia figlia Silvia, da sempre grande appassionata della serie e c’è stata l’occasione anche di coinvolgere Adele, che studia per diventare attrice, in una piccola parte. Sono le mie variazioni Goldberg sul tema, dal punto di vista professionale. Chiamiamole così».

Alla domanda se gli piacerebbe interpretare un personaggio complesso, risponde ironicamente: «Oddio, se un giorno dovessi incontrare un produttore suicida assisterei alla sua deformazione mentale e mi divertirei pure, in un ruolo drammatico». Quanto al regista dei suoi sogni, non ha dubbi: «Purtroppo è morto, si chiama Stanley Kubrick».

Parlando del Grande Puffo, riflette sulla saggezza che l’età gli ha portato. «Il rispetto profondo per gli altri. La consapevolezza che l’altro è un equivalente emotivo e merita tutta la comprensione e attenzione. Non credo in realtà che in questo ci sia un esercizio di saggezza, dovrebbe essere una normale visione laica dell’esistenza».

Paolo Bonolis: “Gossip con Bruganelli? La mia risposta è solo una”

Alla sua cifra stilistica, lo sberleffo e la presa in giro, Bonolis dedica una precisazione. «No no, tutt’altro. Io non rido mai degli altri ma con gli altri. È molto diverso. Siamo tutti portatori sani di stranezze, l’importante è viverle con serenità, riconoscere che siamo così e saper ridere di noi anche quando il nostro atteggiamento diventa singolare. Quando c’è dell’overacting, dell’esagerazione, mi diverto a sottolinearlo. Non si è mai lamentato nessuno. Sentono che c’è complicità e empatia. Il sorriso è un antibiotico».

Neanche in I Puffi si separa dal collega Luca Laurenti, che doppia Gargamella e il fratello Razamella. «Diciamo che è l’unica tassa piacevole che pago». Un’altra esperienza recente sarà la sua partecipazione alla giuria di Tú sí que vales. «Ecco, un’altra variazione Goldberg sul tema. Maria De Filippi me l’ha chiesto con molto fervore e io mi sto trovando molto bene».

Sul gossip legato alla partecipazione a Ballando con le stelle della sua ex moglie Sonia Bruganelli, Bonolis mantiene distacco. «Un certo pubblico è morboso. La mia risposta è l’indifferenza. Chi si nutre di vite altrui evidentemente ha degli irrisolti. Dispiace per loro».

Infine, interrogato su Pier Silvio Berlusconi in politica, commenta: «Non sono uno che dà consigli. Ma sono convinto che se è nella sua testa di poterlo fare è giusto che ci provi. Anche considerando che tra chi fa politica ci sono molti che non hanno le peculiarità di Pier Silvio e quindi può camminare serenamente portando la sua volontà di intrapresa nel mondo della politica. Parlo da uno che la politica non la segue perché è la politica che ci insegue. Sono più un fuggiasco che un inseguitore».

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