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Cronaca

“Trump dittatore nazista, mi sacrifico per ucciderlo e farlo a pezzi”: 50enne scoperta e arrestata

Trump dittatore nazista, mi sacrifico per ucciderlo e farlo a pezzi”: 50enne scoperta e arrestata. Una donna di 50 anni dell’Indiana è stata arrestata a Washington con l’accusa di aver minacciato di uccidere, rapire o ferire il presidente Donald Trump, oltre a trasmettere minacce di rapimento tramite il commercio interstatale (un concetto giuridico che indica qualsiasi attività, comunicazione o scambio che attraversa i confini di uno Stato o che coinvolge più Stati).

Secondo una ricostruzione fatta dalle autorità statunitensi, le presunte minacce sarebbero cominciate il 2 agosto, quando da un account Instagram a lei collegato erano stati diffusi messaggi contro il presidente. Nei post venivano richieste le dimissioni del tycoon, con frasi del tipo “Trump dittatore nazista”, in riferimento alle politiche della sua amministrazione. Inoltre la 50enne attribuiva a Trump la responsabilità per l’alto numero di morti durante la pandemia di Covid-19.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, i post si sono intensificati nei giorni seguenti e hanno incluso anche commenti su Facebook, che hanno attirato l’attenzione dell’FBI. Il 6 agosto, un messaggio segnalato alle autorità conteneva minacce esplicite di uccidere il presidente con un’arma da taglio. Poco più di una settimana dopo, in un commento indirizzato al Segretario alla Difesa, la donna aveva chiesto l’organizzazione di una cerimonia per la rimozione di Trump dalla Casa Bianca, fissando persino una data.

Le minacce continue

Il 15 agosto, durante un’intervista volontaria con i Servizi Segreti, la donna avrebbe ribadito insulti e diffamazioni nei confronti del presidente, dichiarando apertamente che avrebbe usato un’arma bianca per compiere la sua missione e affermando di voler vendicare le vite perse nella pandemia, colpa a suo dire dell’amministrazione Trump e delle sue scelte sui vaccini. Nello stesso colloquio, aveva anche manifestato l’intenzione di coinvolgere un reparto dell’esercito americano per rimuovere pacificamente il presidente dall’incarico.

Il giorno successivo, ha partecipato a una protesta a Dupont Circle, nei pressi della Casa Bianca. Dopo la manifestazione è stata nuovamente interrogata e ha ammesso di aver minacciato Trump, pur negando di avere ancora l’intenzione di nuocergli. Le autorità hanno infine confermato che fosse lei la proprietaria degli account da cui erano partiti i messaggi.

Come riporta il sito Law&Crime, il procuratore degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia ha definito il reato uno dei più gravi e ha garantito che sarà perseguito con fermezza, ringraziando le forze dell’ordine e i Servizi Segreti per l’impegno a tutela delle istituzioni.

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