Panariello: “Vacanze? Crisi non solo economica, c’è un altro motivo. Il futuro tra 20 anni nel mio nuovo spettacolo”. Giorgio Panariello sulle vacanze in crisi, il nuovo spettacolo che porterà in scena dal prossimo ottobre, e non solo. L’attore e comico toscano, 65 anni, ne parla in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Sotto l’ombrellone e in giro per l’Italia l’artista racconta di aver notato un cambiamento nelle abitudini delle vacanze. «Che andiamo sempre più verso le vacanze del weekend, durante la settimana è tutto tranquillo. Quando da ragazzo vivevo in Versilia noi si andava al mare già da maggio, i primi turisti arrivavano a giugno e ce n’erano per tre mesi». A questo si collega anche una riflessione sulla situazione economica: «Certo, economica, ma anche, sentendo i miei amici, si cercano mete alternative, magari all’estero: Romania, Croazia, posti che non hanno visto. Anche se poi Forte dei Marmi, la Sardegna, le mete classiche restano».
Tra i suoi primi personaggi c’è Mario il bagnino, nato proprio dall’atmosfera particolare della Versilia negli anni Sessanta e Settanta. «La Versilia era un punto di ritrovo dei vip negli Anni 60 e 70, giravano le star, da Renato Zero a Rita Pavone, da Nicola Di Bari a Baglioni». Quegli anni hanno lasciato ricordi vividi: «Per andare a vedere Renato Zero alla Bussola ho dormito anche in tenda. Poi c’era il Bagno Piero, frequentato dalle famiglie storiche come i Moratti. Avevo terreno fertile per scrivere i testi del bagnino. Mario sosteneva che al suo Bagnomaria c’erano tutti i vip».
Oggi però il pubblico delle spiagge è molto diverso. «Ce n’è sempre meno, ci sono parecchi stranieri nella mia Versilia: russi, indiani… Vengono da tutto il mondo, non è più come una volta. C’erano i tedeschi con ciabatte e calzino fino alla caviglia, e a mezzogiorno spaghetti e cappuccino. Ora i turisti arrivano con le barche e gli aerei privati».
Panariello: “Vacanze? Crisi non solo economica, c’è un altro motivo”
Quanto alla sua estate, la trascorre ancora a Roma. «Sono ancora a Roma, ho finito qualche giorno fa la stesura del copione del nuovo spettacolo con i miei autori, ora è in mano mia e loro sono preoccupati perché io aggiungo, tolgo, metto, faccio, è il momento in cui il copione lo devo fare mio». Lo spettacolo che porterà in scena si intitola “E se domani…”. «Prova generale a settembre nelle Marche, debutto il 4 ottobre a Milano. È uno spettacolo tutto nuovo, con personaggi inediti».
Il tema scelto è il futuro. «Io sono sempre stato incuriosito dalle cose che potrebbero accadere fra qualche anno. Il comico di solito mette alla berlina il futuro, la nuova tecnologia. Io, invece, mi sono lasciato trasportare, ho immaginato come potrebbe essere il mondo tra vent’anni». Per descrivere questo lavoro, l’autore spiega che ci sono due premesse. La prima è chiara: «Ci sono due premesse. La prima è che spesso la realtà supera abbondantemente la fantasia». Un esempio non manca: «Quando il capo di una nazione un giorno dice una cosa e il giorno dopo smentisce sé stesso… Per quanto, anni fa, avevo fatto Bruschetta, la parodia di tutti quelli che si pentono continuamente: diceva e subito smentiva. O quando c’è chi dice che bere l’acqua fa male…».
La seconda premessa riguarda il confronto con l’attualità. «Se tratti degli argomenti di attualità magari sui social o sul web ci sono altri comici che pensano le tue cose, sono nell’aria. Quante volte mi metto davanti a Maurizio Crozza e succede, non perché lui mi rubi le idee, ma perché ha la possibilità di farle subito». Da qui nasce la decisione di rivolgersi al domani. «Almeno il futuro è pieno di argomenti da esplorare, invenzioni, novità». Non si tratta però di fantascienza. «No, perché non è di fantasia. “Blade Runner” o “Incontri ravvicinati del terzo tipo” sono pura fantasia, io racconto una quotidianità possibile fra 25 anni. Droni che ti porteranno le cose a casa, macchine e moto che sfrecceranno in cielo, carne fatta con la stampante 3D».
Panariello: “Il futuro tra 20 anni nel mio nuovo spettacolo”
Il futuro non viene visto con timore. «Sono andato a vedere gli spettacoli di quelli che parlano di queste cose. Ci sono robot che camminano, ti danno la mano, ti salutano, fanno impressione, ma non c’è nulla di spaventoso, perché ci sarà sempre un uomo che li programma. Nel futuro ci sarà sempre il sentimento, il cuore, l’amicizia». Nello spettacolo questa prospettiva prende forma attraverso un espediente narrativo. «Per uno strano gioco del destino racconto di essere stato selezionato con altri per viaggiare con una macchina del tempo speciale nel 2045, poi per un caso torno indietro e racconto quello che ho visto».
E ciò che ha immaginato è sorprendente. «Ho incontrato anche di là qualche pazzo. C’è un tale AU, nel futuro ci sono nomi strani, che fa parte della schiera del genere terrapiattisti, complottisti. Lui ripete il tormentone: “Vi dicono questa cosa e voi… Auuu, che ve la bevete!”. E insiste: “Perché non dovete oltrepassare la linea gialla? Perché non bisogna parlare con il conducente? Che cosa vogliono che non ci dica il conducente?”. Per AU se la tua fidanzata a letto ti mette i piedi gelati addosso è sempre colpa dei vaccini».
Parallelamente al nuovo spettacolo, l’artista si prepara a tornare anche in televisione. «Carlo Conti è mio fratello e io do il meglio quando sono in un ambiente dove mi sento a casa». Il 26 settembre, infatti, riprenderà il suo posto in giuria a “Tale e quale show”, accanto a Cristiano Malgioglio e Alessia Marcuzzi. «Cristiano si fa prendere in giro e ci si diverte tanto. Alessia è sempre molto carina. Mi è spiaciuto non ritrovare Loretta Goggi, il suo parere tecnico è sempre stato indispensabile».
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