Venezuela, il dittatore Maduro anticipa il Natale: “Festeggiamenti iniziano il 1 ottobre”. Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato l’anticipo delle festività natalizie al 1° ottobre, trasformando una scelta apparentemente simbolica in un atto politico in un momento di forte tensione con gli Stati Uniti. L’annuncio è arrivato nel corso del suo programma televisivo settimanale, in un contesto segnato dal rafforzamento della presenza militare americana nelle acque dei Caraibi.
Il regime chavista ha giustificato il provvedimento come un’iniziativa destinata a “difendere il diritto dei venezuelani alla felicità e alla gioia”, replicando una formula già adottata negli anni passati. Maduro ha sottolineato che “applicheremo la formula degli altri anni che ha funzionato molto bene per l’economia, per la cultura, per la gioia, per la felicità”. Con tono enfatico ha ribadito che “il Natale in Venezuela inizia il 1° ottobre”, evidenziando come la misura miri a stimolare commercio e attività culturali. Ha elencato anche alcuni simboli tipici della festa: “Ancora quest’anno, il Natale inizia il 1° ottobre con gioia, commercio, attività, cultura, canti natalizi, gaitas, hallacas…”.
Non è la prima volta che Maduro anticipa il calendario delle celebrazioni. Nel settembre dell’anno precedente, subito dopo le contestate elezioni del 28 luglio segnate da accuse di brogli, il leader di Caracas aveva adottato una decisione analoga, presentandola allora come “omaggio e gratitudine” per la presunta vittoria elettorale. Anche in quell’occasione, l’obiettivo era stato legato alla necessità di rafforzare il consenso interno attraverso un messaggio di unità e allegria.
Il valore simbolico delle festività
Nel discorso di questa settimana, Maduro ha insistito sul valore simbolico delle festività, ribadendo che “nessuno al mondo ci toglierà il diritto alla felicità, alla vita e alla gioia”. Ha inoltre reagito con durezza al rafforzamento delle pressioni statunitensi, affermando: “Nessuno umilierà il Venezuela, non accetteremo l’umiliazione dell’impero gringo (…) Nessuna generazione di venezuelani si umilierà davanti all’impero gringo. Mai. Né oggi, né mai”.
La mossa arriva in un clima diplomatico sempre più teso. Washington, che da tempo accusa Maduro di “narcoterrorismo”, ha innalzato ad agosto la ricompensa per la sua cattura a 50 milioni di dollari. Le autorità statunitensi presentano queste iniziative come parte di una strategia di contrasto al narcotraffico, mentre Caracas le denuncia come tentativi di destabilizzazione e di imposizione di un cambio di regime.
Maduro, al contrario, si sforza di presentare l’anticipo delle festività come un atto di resilienza collettiva. Ha insistito che “anticipare il Natale è il modo per difendere il diritto alla felicità, il diritto alla gioia”, sottolineando anche la capacità del Paese di reagire alle avversità. “Dalle difficoltà è emerso il meglio di noi, la capacità di ricostruirci e ricostruirci, e di rinnovarci”, ha concluso.
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