Tortura la figlia di quattro mesi con il vapore bollente: la scoperta shock in ospedale. Arrestata per tortura e abuso su minori. Una donna tortura la figlia di quattro mesi con il vapore bollente e quando la porta in ospedale in medici fanno una scoperta agghiacciante. Il dramma è successo a Salt Lake City, nello Stato americano dello Utah, dove la donna è stata arrestata e si trova attualmente in carcere con l’accusa di tortura e abuso aggravato su minori, dopo aver portato la figlia di soli quattro mesi in ospedale con gravi ferite.
Il caso ha suscitato forte indignazione negli Stati Uniti per la brutalità delle lesioni riscontrate e per le inquietanti spiegazioni fornite dalla madre. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, la bambina è stata accompagnata dai genitori al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico di Salt Lake City con ustioni al viso. Durante la visita, i medici hanno scoperto ulteriori segni di maltrattamento, tra cui fratture ossee, un’emorragia cerebrale e varie ferite in diverse fasi di guarigione. La gravità delle condizioni ha spinto il personale sanitario ad allertare immediatamente la polizia.
Il racconto shock
Il padre della piccola, interrogato dagli investigatori, avrebbe riferito che la madre stava sperimentando un presunto rimedio casalingo che prevedeva di esporre la bambina al vapore di una pentola bollente. Tuttavia, quando la donna ha strofinato il viso della neonata con un panno, parte della pelle si sarebbe staccata, rivelando la gravità delle ustioni.
Nel corso delle indagini, l’uomo ha raccontato di aver trovato in passato del nastro adesivo sulla bocca della figlia, giustificato dalla moglie con la necessità di farla smettere di piangere. Ha inoltre accusato la donna di aver immobilizzato la bambina durante l’allattamento e di averle forzato il biberon in bocca, causando episodi di soffocamento. Le autorità hanno dichiarato di essere in possesso di prove fotografiche e video di tali atti.
Durante l’interrogatorio, la madre avrebbe spiegato che il nastro serviva per “tenere fermo il ciuccio” e che non aveva considerato il calore del vapore come pericoloso. Alla domanda su altre ferite riscontrate, avrebbe dichiarato di non ricordare. La donna rimane detenuta nella prigione della contea di Salt Lake City, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.
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