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Cucina biscotti a casa e li vende ai compagni: ragazzino manda mezza scuola in ospedale

Cucina biscotti a casa e li vende ai compagni: ragazzino manda mezza scuola in ospedale. Uno studente della scuola media cucina i biscotti a casa e li vende ai compagni a scuola, ma il business finisce male in partenza. Secondo quanto riportato da diverse fonti locali, alcuni studenti di una scuola media in Alabama si sarebbero sentiti male dopo aver ingerito dei biscotti acquistati da un altro studente e consumati nella proprietà della scuola.

L’episodio è avvenuto intorno alle 10:15 dello scorso giovedì, 23 ottobre, quando i vigili del fuoco di Center Point sono intervenuti alla Clay-Chalkville Middle School di Olay, nello Stato americano dell’Alabama, per prestare soccorso a diversi ragazzi colpiti da un malessere improvviso. Secondo quanto riferito dal sovrintendente scolastico della contea di Jefferson, Walter B. Gonsoulin Jr., l’ufficio dello sceriffo è stato inviato per eseguire test preliminari sui biscotti sospetti.

“Voglio essere chiaro: i test iniziali non hanno mostrato tracce di sostanze illecite”, ha dichiarato Gonsoulin al quotidiano locale AL.com, aggiungendo che al momento non è chiaro se si tratti di un caso di intossicazione alimentare o di un altro tipo di reazione. “Spesso in situazioni come questa ci vuole tempo per analizzare le informazioni”, ha precisato il funzionario scolastico.

Colpiti 20 studenti

Uno degli studenti coinvolti è stato portato in ospedale, ma secondo quanto riportato da AL.com, la malattia non sarebbe collegata al consumo dei biscotti. Le autorità ritengono che fino a venti studenti possano essere stati colpiti dal malessere, anche se le loro condizioni non risultano gravi.

Secondo quanto ricordato dal Manuale per studenti e genitori delle scuole della contea di Jefferson, citato da People, gli alunni non possono “acquistare, vendere o scambiare qualsiasi oggetto a scuola”, inclusi cibo e bevande. Sebbene la semplice condivisione di alimenti non sia vietata, il regolamento scoraggia tale pratica per evitare rischi legati ad allergie e condizioni di salute.

“Ci sono sempre possibili conseguenze quando gli studenti violano le politiche scolastiche”, ha concluso Gonsoulin, sottolineando che l’episodio rappresenta un monito sull’importanza di rispettare le regole anche nelle iniziative apparentemente innocue.

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