Attaccata da una gazza mentre gira in bici: 30enne in ospedale con il collo fratturato. Una giovane donna cilena, Marcela Montalva Iriarte, si è fratturata il collo dopo essere stata attaccata da una gazza mentre si trovava in Australia per lavoro. La trentenne, arrivata nel Paese a febbraio con un visto lavorativo insieme al fidanzato, stava trascorrendo un giorno libero nella remota cittadina mineraria di Ravenswood, nel Queensland.
Il 15 ottobre, durante una tranquilla pedalata di circa due chilometri per raggiungere l’ufficio postale, la donna è stata improvvisamente aggredita dall’uccello, noto per la sua indole protettiva durante la stagione riproduttiva. Attaccata da una gazza, Iriarte ha perso il controllo della bicicletta, cadendo violentemente sull’asfalto e battendo il lato sinistro del viso.
Ha perso conoscenza e, al risveglio, si è ritrovata nell’unità medica locale, prima di essere trasferita al Townsville University Hospital a causa della gravità delle ferite. I medici hanno confermato la presenza di diverse fratture allo zigomo sinistro e una frattura all’osso ioide, situato nel collo e fondamentale per i movimenti della lingua e della deglutizione. Una lesione rara e potenzialmente fatale.
«Mi hanno detto che sono fortunata a essere viva», ha raccontato la donna a 7News. Il dolore, tuttavia, è ancora intenso: non riesce a masticare e può nutrirsi solo con alimenti omogeneizzati. In pochi giorni ha perso circa quattro chilogrammi. Ora attende un intervento di chirurgia ricostruttiva facciale, mentre confessa di voler solo tornare a casa dopo la terribile esperienza.
L’aggressività delle gazze australiane
Le gazze australiane, a differenza di quelle europee, sono note per la loro aggressività nei confronti degli esseri umani durante il periodo di nidificazione. I maschi, in particolare, attaccano chiunque si avvicini troppo ai nidi, inclusi pedoni e ciclisti. Negli ultimi anni, gli attacchi sono diventati un fenomeno frequente, tanto da essere documentati da numerosi cittadini sui social network.
A peggiorare la situazione di Iriarte, la compagnia assicurativa ha rifiutato di coprire le spese mediche, sostenendo che al momento dell’incidente la donna non indossasse un casco, un dettaglio riportato nel primo referto medico. Di fronte ai costi elevati delle cure, la donna ha aperto una campagna GoFundMe, riuscendo a raccogliere l’equivalente di circa 7.000 euro grazie alla solidarietà di amici, conoscenti e sconosciuti.
«Volevo solo vivere due anni in Australia, lavorare, conoscere la cultura e viaggiare. Ora voglio solo guarire e tornare a casa», ha dichiarato, ricordando che un semplice volo in bicicletta si è trasformato in un dramma per colpa di un uccello che difendeva il suo nido.
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