Dentro il ritmo nascosto del cervello: la scoperta che svela come accediamo ai ricordi visivi. Un gruppo di neuroscienziati del Picower Institute for Learning and Memory del MIT è riuscito ad entrare dentro il ritmo nascosto del cervello, riuscendo ad individuare un impulso ritmico che attraversa la corteccia cerebrale regolando l’accesso ai ricordi visivi e l’attenzione. La ricerca, pubblicata su ‘Neuron’, rivela un meccanismo finora sconosciuto che potrebbe rivoluzionare la comprensione dei processi cognitivi e aprire nuove strade terapeutiche per i disturbi della memoria e dell’attenzione.
Al centro della scoperta ci sono le onde theta, oscillazioni lente tra 3 e 6 hertz da tempo associate a memoria e orientamento spaziale. Gli studiosi guidati da Hio-Been Han e dal professor Earl K. Miller hanno dimostrato che il loro passaggio attraverso la corteccia agisce come un radar biologico, capace di scandagliare il cervello dall’alto verso il basso per selezionare i ricordi più pertinenti. L’attivazione sequenziale delle aree corticali visive consente così un accesso mirato alle informazioni, rendendo più efficiente il processo di memoria di lavoro.
Per confermare l’ipotesi, il team ha condotto esperimenti su modelli animali, chiedendo ai soggetti di individuare variazioni di colore in una serie di quadrati che comparivano e scomparivano rapidamente. Misurando tempi di reazione, movimenti oculari e attività elettrica nei campi oculari frontali, i ricercatori hanno scoperto una correlazione precisa tra il ritmo dell’onda theta e le prestazioni cognitive. Le risposte risultavano più rapide e accurate quando la fase dell’onda era sincronizzata con il momento e la posizione dello stimolo visivo, mentre diminuivano quando erano disallineate.
Il cervello procede a sezioni
Questo schema indica che il cervello non analizza simultaneamente tutto ciò che vede, ma procede a sezioni, seguendo il movimento dell’onda theta attraverso la corteccia. Tale meccanismo permette di dare priorità ai dettagli più rilevanti, ottimizzando attenzione e memoria. Le onde theta, inoltre, lavorano in sinergia con altre frequenze cerebrali, come le beta e le gamma, creando una rete di sincronizzazione che regola quando e come le informazioni vengono elaborate e immagazzinate.
Il MIT evidenzia che questo ritmo rappresenta un principio universale dell’elaborazione visiva, capace di coordinare più aree cerebrali in modo flessibile e preciso. I ricercatori sottolineano che nei disturbi in cui la potenza delle onde theta è ridotta, come nella schizofrenia o nel deficit di attenzione, la memoria visiva risulta compromessa. Il laboratorio di Miller sta ora sperimentando tecniche di stimolazione non invasiva per potenziare queste onde, con l’obiettivo di sviluppare nuovi trattamenti per migliorare memoria, concentrazione e apprendimento.
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