Carlo Verdone: “In Vita da Carlo ho fatto 3 previsioni che si sono avverate. Funerale sbagliato? È successo davvero”. Carlo Verdone su Vita da Carlo, l’attore romano, 75 anni, parla della quarta stagione della serie in onda dal 28 novembre in dieci episodi disponibili su Paramount+ in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Il 17 novembre, nel giorno del suo 75° compleanno, Carlo Verdone ha vissuto un’esperienza particolare: per un giorno è stato sindaco di Roma. «È stata una esperienza bellissima, sono stato in periferie di cui ignoravo l’esistenza», racconta con entusiasmo. La sua serie “Vita da Carlo” aveva già anticipato due eventi sorprendenti, come l’elezione a sindaco e la partecipazione di Lucio Corsi a Sanremo. Quando gli si chiede se non sia un po’ veggente, risponde con ironia: «Mettici pure che alla fine della quarta stagione muore Alvaro Vitali (scomparso lo scorso giugno, ndr)… Con i miei sceneggiatori ci siamo detti che la prossima volta dobbiamo stare molto attenti a quello che scriviamo. In realtà raccontiamo la vita, leggiamo notizie, cerchiamo di capire il mondo e qualche volta finisce che ci prendi».
Carlo Verdone: “In Vita da Carlo ho fatto 4 previsioni che si sono avverate”
Quanto al futuro della serie, Verdone non ha dubbi: la quarta è anche l’ultima stagione: «Credo di avere raccontato tutto, non ho più aneddoti a cui attingere. È stata quasi un’operazione di autoanalisi. C’è un 50 per cento di verità».
Tra gli episodi autobiografici, ricorda con divertimento quello di un funerale sbagliato: «È successo davvero. Era mancata una persona che conoscevo perché frequentava il bar sotto casa dei miei. Ho pensato che i funerali fossero nella chiesa di San Salvatore in Onda di fronte al bar, ma non c’era niente. Così sono andato a San Salvatore in Campo: mi sembrò di riconoscere alcune persone fra cui la moglie del mio amico. Vado dietro di lei e l’abbraccio, ma quando si gira capisco di aver sbagliato funerale!». Anche gli spot, spiega: «Come regista ne ho fatti tanti, come interprete mai, se non per il sociale. Me ne sono stati proposti molti, ma non ne sento il bisogno».
Mentre riguardo al piacere alle donne più giovani, nella vita non ha la stessa fortuna: «Penso di no, credo che sia più una cosa di simpatia, ma ho tanti amici che hanno compagne molto più giovani e la cosa comica è che queste coppie reggono! Ho preso spunto da loro». Se ha partecipato a una sfilata di moda? «Per carità. C’è una scena in cui devo sfilare per Renzo Rosso. Quel giorno ero preoccupato perché, avendo una stenosi del canale lombare, ho dei dolori alla gamba che mi si addormenta. Ho preso un antinfiammatorio con la speranza di andare dritto e non zoppicare. Per fortuna è andata bene».
Carlo Verdone: “Sergio Rubini nella serie mi dà un ceffone perché invidioso”
Verdone racconta anche di quando ha ricevuto schiaffi sul set: «Sergio Rubini nella serie mi dà un ceffone perché invidioso. Solo che ha esagerato e me l’ha dato sul serio. Poi si è scusato. Invece mi ha dato uno schiaffo vero Sergio Leone in “Un sacco bello”. In una scena dovevo apparire molto sudato, paonazzo e con il fiatone. Fuori ci saranno stati 40 gradi e lui mi dice di fare due giri di corsa attorno al palazzo. Io invece salgo un paio di volte le scale. Arrivo sul set sudatino. Leone dà il ciak e vedo la sua mano, con tanto di anello, abbattersi sulla mia faccia e dirmi: “A str…o, tu non hai fatto il giro del palazzo perché mi sono affacciato e non t’ho visto!”. Così sono andato a correre sul serio…».
Infine, riflette sui falsi amici, tema che nella serie viene incarnato da Sergio Rubini, rivela di averne incontrati parecchi. «Il nostro è un ambiente molto competitivo. Io avrò dei difetti, ma non quello della gelosia, ho sempre imparato da chi era più bravo da me. Però, siccome sono una persona molto corretta con tutti, nemici veri e propri non ne ho».
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