Marcello Cesena: “Marito? Sto con Alessandro da 18 anni. Attore grazie a una bugia di mia mamma”. Marcello Cesena sul marito Alessandro, gli esordi, Jean-Claude, la carriera, e non solo. L’attore, comico e regista genovese, 69 anni, parla a cuore aperto in una intervista a ‘Vanity Fair’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Marcello Cesena racconta che i vent’anni di Sensualità a corte non li sente affatto. «Per fortuna no. Ne parlavo stamattina proprio con mio marito Alessandro: se c’è un momento di maggiore riscontro di Jean-Claude e di Sensualità a corte quel momento è adesso. Mi fa piacere pensare che siamo resistiti così tanto tempo, soprattutto perché ormai in televisione è già tanto se i format sopravvivono dopo sei mesi». Il segreto di questa longevità, spiega, sta nel fatto che «non ci siamo mai posti dei limiti, senza contare il grande lavoro di scrittura che c’è dietro».
Jean-Claude gli ha dato molto, ma qualcosa gli ha anche tolto: «Aver perso il senso del tempo che passa. Per fortuna, però, ci sono le altre mie attività – la pubblicità, il mio romanzo, eccetera – a farmi capire che non siamo rimasti fermi per tutto questo tempo».
Ripensando alla sua infanzia, Cesena si descrive «esattamente come adesso: scemo, che è una caratteristica che pretendo venga elencata tra le doti umane. Ho iniziato a voler fare questo lavoro a cinque anni per via di mia madre». Ricorda anche un episodio particolare: «Mi disse che mi stavano cercando per fare un Mastroianni giovane e io ci sono cascato con tutte le scarpe: da allora ho iniziato a voler fare Mastroianni».
Marcello Cesena: “Attore grazie a una bugia di mia mamma”
Quella bugia, spiega, nasceva dalla passione della madre per il cinema e lo spettacolo: «Mia madre è tuttora una grande appassionata di cinema e di spettacoli: penso che abbia riversato immediatamente su di me le sue manie e che questo mi abbia portato a interessarmi subito al mondo dello spettacolo. Appena ho festeggiato un compleanno importante mi sono fatto regalare una cinepresa invece del motorino: a 15 anni ho iniziato a rifare i film di Dario Argento in Super 8, riproducendoli scena per scena in casa con la mia sorellina, i miei amici e gli amici dei miei amici».
La sua passione, non comune tra i coetanei, non lo ha mai isolato: «Bene, perché sono sempre riuscito a coinvolgere i miei amici nelle mie passioni portandoli nel mio mondo. Il calcio, per dire, non mi è mai interessato: erano i miei amici a non andare alle partite per venire a girare i filmini con me». Non era un accentratore, ma piuttosto «quello che coinvolgeva, ma anche un rompicoglioni. La passione del cinema e dello spettacolo non la puoi portare avanti da solo: il pittore prende il suo pennello e dipinge, ma per fare il regista servono gli attori e le maestranze, altrimenti non vai da nessuna parte».
La famiglia lo ha sostenuto fin dall’inizio: «Sono stati loro a spingermi a prenderla seriamente e a farne un lavoro». Dopo il liceo si iscrisse ad Architettura, ma «due anni dopo, mia madre mi disse che avrei dovuto provare a entrare allo Stabile di Genova – la mia città – per fare davvero quello che mi piaceva: da lì la mia vita è cambiata radicalmente. Ci hanno visto veramente molto lungo».
Marcello Cesena: “Allo Stabile sono diventato subito amico di Carla Signoris”
Gli inizi furono segnati da amicizie importanti: «Allo Stabile sono diventato subito amico di Carla Signoris che da quel momento è diventata mia sorella, esattamente come Maurizio Crozza. Tra teatro e televisione abbiamo lavorato tanto insieme: sono stati anni bellissimi».
Quanto alla sua omosessualità, Cesena racconta di averla vissuta con serenità: «Sì. Sono fortunatamente cresciuto in un ambiente molto rilassato e, anche se il mondo dello spettacolo non era così aperto come si pensava, ho cominciato a vivere la sessualità e ad avere una vita affettiva senza nessun tipo di problema. In questo Jean-Claude è stata una bella scoperta, perché mi ha permesso di fare comicità su un argomento spinoso senza mai essere volgare o imbarazzante». Il primo bacio con un ragazzo arrivò «tardi, a 19 anni. Mica c’erano le app di adesso».
Il pregiudizio non lo ha mai spaventato: «Facendo il regista mi sono sempre trovato in una posizione di privilegio perché nessuno si permette di fare battute sul regista. Ma, anche fossero arrivate, me ne sarebbe importato poco: non ho mai dato peso a quello che gli altri potevano pensare di me».
Marcello Cesena: “Marito? Sto con Alessandro da 18 anni”
Parlando d’amore, Cesena spiega: «Essendo nato e cresciuto con dei genitori che si sono sempre amati e non si sono mai lasciati, avevo fiducia che esistesse una persona per me, anche se non ho comunque mai disdegnato le avventure smaccatamente a sfondo sessuale. Credo che la vita di coppia abbia molti più vantaggi che svantaggi, perché la condivisione offre un altro binocolo con cui guardare la vita. Io quel binocolo lo condivido con Alessandro, con cui sto insieme da 18 anni».
Non fu un colpo di fulmine: «La prima volta che ci siamo visti ci siamo detestati. Poi, un anno dopo, le cose sono andate diversamente: è scattata la scintilla e, tre settimane dopo, il suo spazzolino era a casa mia. Ci siamo sposati nel 2020 durante il Covid: avevamo bisogno di costruire un ricordo positivo in un periodo così buio e incerto come quello».
Il matrimonio, dice, ha rafforzato la coppia: «Secondo me ci ha rafforzati: cerchiamo di capire di volta in volta quello che stiamo vivendo e di evitare di cadere nelle trappole che inevitabilmente una coppia stabile e di così lunga durata trova lungo il percorso. Il matrimonio ci ha dato la responsabilità di mantenere e portare avanti la nostra unione».
Quanto ai figli, ammette: «Qualche volta sì, ma senza viverla come un’esigenza da assecondare per forza. Anche perché da quando è nata mia nipote Matilda ho recuperato quel senso paterno mancato compensando la frustrazione». Alessandro, però, ha un punto di vista diverso: «Ogni tanto gli chiedo: ma un figlio? Lui mi guarda e mi dice: ”Ma perché, se stiamo così bene?”».
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