Allarme stufe a legna: scoperto un rischio Invisibile che minaccia la salute in casa. Un recente studio condotto dal Global Centre for Clean Air Research (GCARE) dell’Università del Surrey fa scattare l’allarme stufe a legna, evidenziando come anche quelle considerate ecologiche emettono livelli elevati di inquinanti nocivi, con gravi conseguenze per la salute.
Nonostante siano spesso utilizzate durante l’inverno per risparmiare sulle bollette, queste stufe rilasciano particelle ultrafini, particolato fine (PM2.5), carbonio nero e monossido di carbonio, sostanze che possono causare malattie respiratorie croniche, disturbi cardiovascolari, cancro ai polmoni e danni a fegato, reni, cervello e sistema nervoso.
Secondo le stime, l’inquinamento domestico da combustione è responsabile ogni anno della morte prematura di oltre tre milioni di persone, inclusi centinaia di migliaia di bambini sotto i cinque anni. Lo studio ha monitorato cinque abitazioni nel Surrey, nel Regno Unito, utilizzando diversi tipi di stufe e combustibili solidi, come legna stagionata, essiccata in forno, bricchette di legno e carbone senza fumo.
I risultati hanno mostrato che i caminetti aperti erano i maggiori responsabili dell’aumento del PM2.5, con livelli fino a sette volte superiori rispetto a quelli delle stufe moderne. Le stufe multicombustibile eco-design, pur essendo certificate, hanno prodotto più emissioni di particelle ultrafini rispetto ai modelli standard eco-design, che sono risultati i migliori in termini di emissioni ridotte.
I rischi
Anche i combustibili ritenuti più puliti, come le bricchette e il carbone senza fumo, hanno aumentato l’esposizione agli inquinanti, con valori rispettivamente di 1,7 e 1,5 volte superiori a quelli delle stufe moderne. Inoltre, anche le stufe più avanzate hanno mostrato picchi significativi di inquinamento durante le fasi di accensione, alimentazione e rimozione della cenere. In diversi casi, i livelli di inquinamento superavano le soglie raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Lo studio ha anche sottolineato l’importanza della ventilazione: nelle case con le finestre chiuse, l’inquinamento era fino a tre volte più alto rispetto a quelle con finestre aperte. Anche le dimensioni ridotte delle stanze e l’uso prolungato della stufa peggioravano la qualità dell’aria.
Il professor Prashant Kumar ha avvertito che con l’aumento dei costi energetici, molte famiglie opteranno per queste stufe senza sapere che possono compromettere seriamente la qualità dell’aria domestica, soprattutto considerando che le persone trascorrono gran parte del tempo in ambienti chiusi. Per questo motivo, ha sottolineato la necessità di aggiornare le linee guida sanitarie, le normative edilizie e le indicazioni sulla ventilazione per adattarsi alle nuove abitudini.
Anche il ricercatore Abidemi Kuye ha sottolineato che persino le stufe e i combustibili più puliti generano livelli di inquinamento pericolosi in ambienti poco ventilati o se usati per lunghi periodi. Ha quindi ribadito la necessità di maggiore consapevolezza pubblica e di semplici accorgimenti comportamentali per ridurre l’esposizione ai rischi.
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento