Prima alla Scala di Milano, si parte con Šostakovič
Domani, domenica 7 dicembre, si apre la stagione 2025/26 con la prima del Teatro La Scala di Milano. Una inaugurazione attesa con fermento e che sarà trasmessa in su Rai 1 alle ore 17.45. Quest’anno per onorare il cinquantenario della morte del compositore russo Dmitrij Dmitrievič Šostakovič sarà rappresentata l’opera Lady Mcbeth del Distretto di Mcensk.
Si tratta di un’opera lirica in 4 atti su libretto di Aleksandr Prejs ispirato all’omonimo racconto di Nikolaj Leskov. Si tratta della storia di una donna sposata che si innamora di uno dei servitori del violento e gretto suocero. Nella Russia del XIX secolo la giovane sarà deportata in Siberia dove troverà la morte.
Il celebre compositore sovietico, nonché uno dei più importanti rappresentanti della musica del 900, ha un passato di rapporti turbolenti col governo sovietico avendo subito due denunce ufficiali per composizioni poi censurate. La sua riabilitazione artistica si ha solo dopo la morte di Stalin e divenne famoso nei primi anni dell’Unione Sovietica con una serie di opere tra cui forse la più famosa è Il naso.
Sviluppare uno stile ibrido come l’opera Lady Macbeth di Mcensk è una ampia dimostrazione. Rappresentata per la prima volta a Leningrado, l’opera nasce come primo episodio di una trilogia che avrebbe dovuto narrare la condizione della donna in Russia. Ebbe un enorme successo sia in patria che all’estero e lo stesso Stalin assistette ad una rappresentazione a Mosca nel 1936 stroncandola, però, drasticamente forse a causa delle sonorità forti, dissonanti, ostiche ma cariche di emotività e verità.
Proprio per smussare alcuni angoli, il compositore rielabora l’opera creandone una nuova versione rappresentata nel 1963. Il teatro La Scala presenterà la versione originale del 1934 sotto la direzione del Maestro Ricardo Chailly e la regia di Vasily Barkhatov.
Attesi vip e politici
La prima in questo tempio sacro della musica non è solo un evento culturale ma è anche la rappresentazione antropologica della società. Come nelle migliori tradizioni saranno presenti personalità del mondo della politica, dello spettacolo, della cultura, anche se quest’anno il Presidente Sergio Mattarella non assisterà alla inaugurazione. Sarà anche evento di moda ed occasione per sfoggiare degli abiti più lussuosi e stravaganti.
L’attesa è forte per domenica prossima poiché, forse a causa della censura sovietica, non era mai successo prima che venisse eseguita questa opera né che a debuttare fosse Šostakovič. Alcuni forse sono rimasti sorpresi della scelta visto il conflitto in Ucraina ancora aperto, ma non dobbiamo strumentalizzare politicamente la decisione del direttore Chailly tra l’altro condivisa dal sovrintendente Fortunato Ortombina.
Durante la conferenza stampa quest’ultimo ha infatti dichiarato: ‘Toscanini ha fatto qui la prima scaligera di Tchaikovsky: i rapporti tra Russia e Scala sono sempre stati importanti e hanno trasceso qualunque momento di crisi politica europea e globale, e questo continuerà per tanto tempo”. La musica non ha colore politico, non ha retropensieri religiosi né intenti bellicosi: la musica è bellezza ed espressione dei sentimenti umani. E’ il linguaggio universale e, come tale, non può che unire.
Marcella Selo
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