Cambiamenti nelle abitudini di guida è un segnale precoce di declino cognitivo: la scoperta. I ricercatori affermano che i cambiamenti nelle abitudini di guida delle persone potrebbero essere un segnale precoce di declino cognitivo e una nuova ricerca condotta alla Washington University School of Medicine di St. Louis rafforza questa ipotesi, mettendo in luce il potenziale della mobilità quotidiana come indicatore sanitario.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Neurology, ha coinvolto un gruppo di 298 adulti con un’età media di 75 anni, tutti ancora attivi alla guida almeno una volta alla settimana. Tra loro erano presenti 56 persone a cui era già stato diagnosticato un lieve deterioramento cognitivo e 242 partecipanti senza segnali clinici di compromissione mentale. Tutti sono stati monitorati nella vita di tutti i giorni attraverso un dispositivo GPS installato nei veicoli, abbinato a test standard sulle capacità cognitive e a una valutazione dei fattori genetici legati al morbo di Alzheimer.
In una prima fase, i modelli di guida apparivano simili tra chi presentava un deterioramento lieve e chi non mostrava alcun segnale di declino, ma l’evoluzione dei dati ha rivelato differenze sempre più marcate. Con il passare dei mesi, le persone con deterioramento cognitivo hanno iniziato a ridurre la frequenza degli spostamenti, a evitare la guida notturna e a mostrarsi meno inclini a variare tragitti e destinazioni.
Indicatori significativi
Questi cambiamenti, apparentemente piccoli, sono diventati indicatori significativi quando integrati con informazioni demografiche, risultati dei test e presenza del gene associato all’Alzheimer. La capacità predittiva del modello così costruito ha raggiunto l’87 per cento, un livello nettamente superiore rispetto alle valutazioni basate soltanto su età e test cognitivi tradizionali.
Secondo Ganesh Babulal, autore principale della ricerca, l’analisi dei comportamenti di guida rappresenta un metodo poco invasivo, continuo e affidabile per rilevare variazioni nelle capacità cognitive delle persone anziane. L’idea è quella di riconoscere tempestivamente i segnali di rischio, individuando quei cambiamenti che precedono incidenti o situazioni potenzialmente pericolose. Il monitoraggio non mira a limitare l’autonomia dei conducenti, ma a offrire uno strumento aggiuntivo per attivare interventi precoci, mantenendo al centro il rispetto della privacy e delle decisioni individuali.
Lo studio apre prospettive concrete per una nuova forma di prevenzione che sfrutta la quotidianità come fonte di dati preziosi. In un contesto in cui l’invecchiamento della popolazione rende sempre più urgente individuare segnali precoci di declino cognitivo, l’analisi delle abitudini di guida potrebbe diventare un supporto utile alla valutazione clinica, affiancando gli strumenti diagnostici tradizionali e fornendo informazioni in continuo aggiornamento, direttamente dall’esperienza reale delle persone.
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