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Salute

Disturbo d’ansia generalizzato, nuovo aporoccio con app su smartphone riduce i sintomi: lo studio

Disturbo d’ansia generalizzato, nuovo aporoccio con app su smartphone riduce i sintomi: lo studio. Sentirsi costantemente ansiosi è una condizione logorante che incide sul respiro, sull’energia e sulla qualità della vita, e per lungo tempo è stata considerata affrontabile solo attraverso un supporto professionale in presenza. Oggi, però, una nuova ricerca apre scenari diversi.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Network suggerisce che una semplice applicazione per smartphone possa ridurre in modo significativo i sintomi del disturbo d’ansia generalizzato negli adulti, offrendo un’alternativa concreta a chi fatica ad accedere alle cure tradizionali. La ricerca, condotta da un team internazionale composto da studiosi degli Stati Uniti e del Regno Unito, indica che i dispositivi digitali possono trasformarsi da meri strumenti di distrazione in veri alleati per il benessere mentale.

Al centro dello studio c’è Daylight, un’applicazione progettata per fornire esercizi guidati, spiegazioni e strategie pratiche per la gestione dell’ansia, utilizzabile in modo autonomo e senza appuntamenti. Secondo i ricercatori, l’intervento digitale ha prodotto una diminuzione statisticamente significativa dei sintomi d’ansia, con una riduzione clinicamente rilevante del disagio già dopo 12 settimane di utilizzo.

Addio liste d’attesa

Il lavoro è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di scienze psicologiche e cerebrali della Boston University, Big Health Inc., il Dipartimento di biostatistica e informatica sanitaria del King’s College di Londra e il Dipartimento di psicologia dell’Università del Texas ad Austin, coinvolgendo competenze che spaziano dalla psicologia alla salute digitale fino alla biostatistica.

Il disturbo d’ansia generalizzato rappresenta una delle condizioni più diffuse e invalidanti, caratterizzata da una preoccupazione costante che interferisce con il lavoro, lo studio e le relazioni. Molte persone che cercano aiuto si scontrano con liste d’attesa interminabili, costi elevati o difficoltà logistiche. Altri rinunciano per vergogna o per timore di esporsi di persona, mentre non manca chi non riesce a trovare uno specialista compatibile con i propri orari o la propria zona di residenza.

Proprio per rispondere a queste barriere è nato lo studio, che ha coinvolto 293 adulti con diagnosi formale, assegnati in modo casuale a un gruppo di intervento digitale o a un gruppo di controllo. I partecipanti che hanno utilizzato l’app Daylight hanno seguito il programma per 12 settimane, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto soltanto informazioni di base sull’ansia. Tutti sono stati valutati con scale di misurazione riconosciute a livello internazionale.

I dati

I risultati mostrano una differenza netta tra i due gruppi: il punteggio medio di ansia si è ridotto in misura maggiore tra gli utenti dell’app, e il miglioramento si è mantenuto per l’intera durata dello studio. I partecipanti hanno riferito un’esperienza positiva, maggiore comfort e un senso più marcato di controllo sulla propria condizione. Benefici secondari sono emersi anche sul sonno e sulla gestione delle attività quotidiane, senza che siano stati registrati eventi avversi gravi.

Gli autori sottolineano che strumenti digitali di questo tipo non sostituiscono completamente la terapia in presenza, ma possono integrarla in modo efficace, soprattutto dove l’accesso alle cure è limitato. I limiti della ricerca riguardano la durata relativamente breve e il profilo socio-culturale dei partecipanti, in gran parte laureati. Per questo, gli esperti auspicano studi a più lungo termine, sei mesi o un anno, per comprendere appieno il potenziale di queste soluzioni e ampliare l’accessibilità alla salute mentale.

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