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Attacco Usa in Venezuela, i dettagli del blitz: 40 morti, un elicottero colpito e un infiltrato chiave

Attacco Usa in Venezuela, i dettagli del blitz: 40 morti, un elicottero colpito e un infiltrato chiave. Spuntano i primi dettagli dell’attacco USA in Venezuela, secondo il New York Times almeno 40 persone sono rimaste uccise nell’operazione, denominata Absolute Resolve (in italiano risoluzione assoluta ndr) avvenuta nelle prime ore di sabato, tra cui militari e civili, secondo quanto riferito da un alto funzionario venezuelano che ha parlato in condizione di anonimato.

Il blitz nella notte

L’operazione, condotta nelle prime ore di ieri, sabato 3 gennaio, rappresenta uno degli interventi militari più clamorosi degli Stati Uniti in America Latina degli ultimi decenni. A confermare alcuni aspetti dell’azione è stato lo stesso presidente Donald Trump, intervenuto su Fox News, dove ha assicurato che nessun soldato americano ha perso la vita durante il blitz, che ha coinvolto oltre 150 aerei statunitensi. Trump ha tuttavia lasciato intendere che vi siano stati dei feriti tra i militari statunitensi, senza fornire ulteriori dettagli sulle loro condizioni.

Nei giorni precedenti, gli Stati Uniti avevano aumentato il numero di velivoli per operazioni speciali, aerei da guerra elettronica, droni armati Reaper, elicotteri di ricerca e soccorso e jet da combattimento, rivelando che restava da determinare solo il momento preciso dell’azione. Durante una conferenza stampa tenuta a Mar-a-Lago, il capo dello stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, ha aggiunto nuovi elementi alla ricostruzione. Secondo quanto dichiarato, uno degli elicotteri coinvolti nell’operazione è stato colpito dal fuoco nemico, pur restando operativo e riuscendo a rientrare alla base insieme a tutti gli altri velivoli impiegati. Le dichiarazioni ufficiali sottolineano quindi il successo logistico e militare della missione, nonostante la resistenza incontrata sul terreno.

L’infiltrato chiave

Sul piano dell’intelligence, emergono dettagli di una lunga preparazione. Il Wall Street Journal ha rivelato che una squadra della CIA operava in Venezuela già da agosto, con l’obiettivo di raccogliere informazioni di altissimo livello sulle abitudini quotidiane del presidente Nicolás Maduro. Parte centrale di questa strategia sarebbe stato il reclutamento di un informatore interno al governo venezuelano, descritto come una figura appartenente alla cerchia ristretta del leader chavista. Questo canale riservato avrebbe consentito agli Stati Uniti di localizzare con precisione Maduro e sua moglie Cilia Flores, rendendo possibile l’intervento diretto delle forze speciali.

Secondo fonti citate dai media statunitensi, l’azione sul campo è stata affidata alla Delta Force, unità d’élite dell’esercito americano specializzata in operazioni ad alto rischio. La missione si è svolta in modo coordinato a Caracas e in altre località del Paese, neutralizzando rapidamente le difese fedeli al governo. La giornalista Jennifer Jacobs di CBS News ha riferito che l’operazione è stata pianificata nei minimi dettagli e ha colto di sorpresa l’apparato di sicurezza chavista.

Il ruolo delle forze speciali

La cattura di Maduro, accusato dagli Stati Uniti di narcotraffico e crimini contro l’umanità, segna un punto di svolta per il Venezuela, scosso da una notte di caos e incertezza. La Delta Force, già protagonista nel 2019 dell’operazione che portò all’uccisione del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi, conferma così il proprio ruolo centrale nelle strategie antiterrorismo e di intervento diretto di Washington.

Il raid condotto dai commando della Delta Force dell’esercito statunitense, è stato considerato il più rischioso dopo l’operazione del Team 6 dei Navy SEAL eliminò Osama bin Laden in Pakistan nel 2011.

Dietro il blitz, tuttavia, non vi è stata solo l’azione delle forze speciali. Le ricostruzioni concordano nel descrivere uno sforzo congiunto che ha coinvolto l’intero apparato dell’intelligence americana, in una delle operazioni più complesse e riservate degli ultimi anni. Il quadro che emerge è quello di un intervento rapido e altamente mirato, destinato ad avere profonde ripercussioni politiche e geopolitiche sull’intera regione.

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