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Raoul Bova: “Io come don Massimo per un aspetto. Volevo mollare Don Matteo, i produttori mi hanno convinto con una domanda”

Raoul Bova: “Io come don Massimo per un aspetto. Volevo mollare Don Matteo, i produttori mi hanno convinto con una domanda”. Raoul Bova su don Massimo e “Don Matteo 15”, l’attore parla della nuova stagione della fiction di Rai1, in onda dal oggi, giovedì 8 gennaio, in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Raoul Bova racconta che nella nuova stagione di “Don Matteo” il suo don Massimo non troverà affatto la serenità che molti si aspettano. «Assolutamente no, anzi. Lui è sempre alla ricerca di sé stesso per poter essere una persona migliore, ma stavolta dovrà affrontare una situazione in cui perderà un po’ il senso della scelta che ha fatto quando, dopo essere stato un carabiniere, ha deciso di diventare sacerdote». Proprio per questo, aggiunge, lo vedremo più volte confrontarsi con il vescovo, interpretato da Ninni Bruschetta, «che cercherà di fargli vedere la fede da un altro punto di vista».

A scatenare questa crisi interiore sarà l’arrivo di Maria, interpretata da Fiamma Parente, come racconta l’attore: «L’incontro con Maria, una ragazza incinta che ha perso la memoria e che è in pericolo. Lui vuole difenderla, la vede come una figlia e l’idea che qualcuno possa farle del male scatena in lui sentimenti imprevisti». Questo turbamento lo porterà a interrogarsi sulla propria vocazione: «Vorrebbe sconfiggere i cattivi, ma stavolta non con la preghiera. Questo lo porta a chiedersi se sia davvero compiuto come prete. Fino all’ultimo non conosceremo la risposta». Un’incertezza che si riflette anche sul futuro della serie: «O se ci sarà don Massimo», commenta quando gli si chiede di “Don Matteo 16”.

Raoul Bova: “Io come don Massimo per un aspetto”

Parlando del suo rapporto personale con il personaggio, Bova riconosce una forte affinità con l’istinto protettivo di don Massimo: «Questo istinto di difesa mi appartiene e non solo con le bambine, anche con i due maschi. È il senso di protezione del genitore che vuole dare ai figli le armi per difendersi da soli, ma poi se c’è qualcuno che vuole fare loro del male è pronto a reagire con forza in qualsiasi modo».

L’attore ricorda poi il periodo difficile vissuto durante le riprese della stagione precedente, quando fu coinvolto nella vicenda della diffusione di alcuni audio privati e del tentativo di estorsione. Ammette di aver temuto ripercussioni sulla credibilità del suo personaggio: «Sì. Per questo, quando è successo quello che sappiamo, ho convocato i produttori della serie per capire cosa fosse meglio fare. Ho detto loro: “Se pensate che, con la mia vita personale, stia facendo del male a una fiction così amata, ditemelo e mi faccio da parte”. Avevo persino proposto di far morire improvvisamente don Massimo per uscire di scena».

La risposta della produzione fu chiara: «Mi hanno detto: “Se hai fatto qualcosa di illecito, diccelo subito così troviamo un modo giusto per andare avanti”. Non lo avevo fatto, perciò abbiamo continuato a lavorare con serenità e nessuno sul set ha mai fatto un commento negativo nei miei confronti, ho avuto il supporto e il conforto di tutti. “È la filosofia di don Matteo” mi dicevano». Una filosofia che, come lui stesso sottolinea, si fonda sull’idea di perdono: «Nella serie parliamo spesso di peccato, di persone che possono sbagliare. Se l’attore che ha sbagliato non venisse perdonato, ci contraddiremmo».

Raoul Bova: “Scandalo? Volevo mollare Don Matteo, i produttori mi hanno convinto con una domanda”

Guardando ai nuovi episodi, Bova anticipa la presenza di alcune guest star come Valeria Fabrizi, Max Tortora e Diletta Leotta, pur precisando: «Purtroppo non ho mai interagito con loro sul set, ma sono contento che ci siano. I nuovi arrivi vengono sempre accolti con entusiasmo».

Accanto alle novità, torneranno naturalmente i personaggi storici della serie, dal maresciallo Cecchini alla perpetua Natalina, fino al sacrestano Pippo e al brigadiere Ghisoni. Su questo fronte, l’attore racconta il legame profondo costruito negli anni: «Con Nino Frassica inizialmente c’erano solo un forte rispetto e una grande stima reciproca, ma ora c’è anche un affetto personale, ci vogliamo veramente bene».

E aggiunge che Nathalie Guetta, Francesco Scali e Pietro Pulcini rappresentano per lui una vera famiglia, «quella che non ha mai avuto un attimo di giudizio o di cedimento nei miei confronti quando ero in difficoltà». Un rapporto consolidato da mesi di lavoro condiviso: «Per ogni stagione stiamo nove mesi sul set, quasi tutti i giorni a stretto contatto, conosciamo i problemi di ciascuno di noi e ci diamo consigli».

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