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Loredana Lecciso: “Le canzoni di Romina mi ricordano una cosa. Malore? Mi è successo due volte”

Loredana Lecciso: “Le canzoni di Romina mi ricordano una cosa. Malore? Mi è successo due volte”. Loredana Lecciso sulle canzoni di Romina, il doppio malore di qualche giorno fa, e non solo. La showgirl pugliese compagna di Al Bano, 53 anni, si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Loredana Lecciso racconta che, pochi giorni fa, si è sentita male alla Stazione Centrale di Milano: «Non mi era mai capitato di svenire, l’altro giorno è successo due volte. Stavo partendo per Roma per andare da Mara (Venier, a Domenica In, ndr). Per fortuna mi hanno soccorso le forze dell’ordine. Penso sia dipeso dal fatto che ero molto provata». Spiega infatti che tutto era accaduto al rientro da Crans Montana, dove aveva trascorso il Natale con la famiglia: «Eravamo appena tornati da Crans Montana. Abbiamo passato lì il Natale tutti insieme. Albano Jr per un soffio non si è trovato coinvolto nella tragedia, avrebbe dovuto trascorrere il capodanno a Le Constellation insieme alla sua fidanzatina che è originaria del posto. Ha deciso all’ultimo di venire via con noi».

Parlando della sua vita divisa tra Milano e Cellino, chiarisce che questa scelta nasce soprattutto dai figli: «Bido ha terminato gli studi e lavorerà altrove. Jasmine invece resterà, ama moltissimo Milano, come me. La vita mi porta sempre qui: ho un legame forte con questa città».

Loredana Lecciso: “Le canzoni di Romina mi ricordano l’infazia”

Un legame che affonda le radici nella sua infanzia, come ricorda con affetto: «Mio papà, che è pediatra, studiava a Milano. Quando eravamo piccoli, lo venivamo a trovare con mamma: salivamo sul treno e viaggiavamo tutta la notte, sarà per questo che adoro il treno. Eravamo io, la mia gemella Raffaella e mio fratello più grande, che ha solo un anno in più di noi. Mia madre metteva il caffellatte dentro un termos verde… quando ci svegliavamo la mattina era una magia».

Ripensando alla musica che ascoltava da bambina, racconta che in casa sua c’era grande varietà: «A casa nostra si ascoltava ogni genere, dal pop alla classica. Più di tutto amavo Le quattro stagioni di Vivaldi, le sentivo a tutto volume. E poi certo, tutta la musica anni 80: Pupo, i Ricchi e Poveri, Riccardo Fogli, anche Al Bano e Romina. Mi ricordano la mia infanzia…».

La sua storia passa anche per un matrimonio celebrato a 19 anni: «Mia sorella si sposò che ne aveva 18… penso che sia dipeso da quello. Non voglio che il mio primo marito se ne dispiaccia, ma eravamo talmente simbiotiche che forse volevo emularla». E proprio dopo quella relazione iniziò a lavorare in televisione, ma non durante il matrimonio: «Fabio (Cazzato, ndr) aveva un’emittente televisiva, ma ho cominciato a lavorare lì solo dopo che ci siamo separati. Adoravo l’odore degli studi televisivi. Mi piaceva anche tanto stare nell’ufficio commerciale e devo dire che ero anche molto brava. Seguivo le produzioni. Per due anni ho fatto anche praticantato da giornalista».

Loredana Lecciso: “Con Al Bano conosciuti a scuola”

Il suo incontro con Al Bano avvenne in un contesto del tutto quotidiano, legato alla scuola della figlia: «La mia primogenita Brigitta frequentava un istituto di suore a Lecce, e anche le sue figlie. Ci siamo conosciuti lì. Io ero già separata. Un giorno gli chiesi un’intervista». Lui accettò senza esitazioni: «Gli lasciai il mio numero. “Sì, sì con piacere”, mi rispose. Un giorno, stavo comprando un computer a Lecce, lui mi chiamò dall’estero. E mi colpì che si fosse ricordato di questa intervista. Poi, una volta rientrato, mi propose di andarlo a trovare: voleva farmi vedere dei laghetti molto belli». Da lì tutto si sviluppò rapidamente: «Fu tutto molto veloce. Io avevo 26 anni ma mi sentivo già vecchia, come se avessi già vissuto ogni cosa».

Riguardo alle frequenti voci di separazione, chiarisce che la realtà era molto diversa da ciò che appariva: «Lasciati per modo di dire… È capitato spesso che scrivessero che ci eravamo separati, perché magari ci avevano visto litigare. Quando scrivevano “ex compagno”, io stavo zitta, ed era fantastico vivere così perché nessuno si metteva in mezzo. Dicevano: “Si sono separati”, nessuno rompeva le scatole e io stavo da dio. Intanto, continuavamo a vivere insieme. Sono stati i nostri periodi più intensi: litigavamo, facevamo pace, nessuno lo sapeva e stavamo benissimo».

Loredana Lecciso: “Ritocchini? Un decimo di quello che hanno scritto”

Col tempo, però, le interferenze esterne hanno pesato molto sulla loro relazione: «Troppe persone, di famiglia e non. Era molto affollata la nostra unione, piena di interferenze. E questo è stato un problema. Però non posso solo dare la colpa agli altri. Devo assumermi le mie responsabilità, ho fatto degli errori». Tra questi, riconosce soprattutto la sua impulsività: «Sono stata troppo impulsiva. Oggi non lo farei più».

A ferirla profondamente, spesso, sono state le ingiustizie e le parole dette con leggerezza: «Le ingiustizie mi accecano, su di me e sugli altri. Alle volte mi ferisce una banalità detta da chi mi sta vicino». Eppure, nonostante le molte cose dette sul suo conto, ha sempre scelto di non reagire legalmente: «Io non sopporto quelli che incolpano i giornali perché hanno scritto cose non vere. Avrei potuto ribattere con una lettera dell’avvocato a ogni singola testata, e difendermi. Ma ho lasciato correre. Conosco bene il mio valore, non ho bisogno che gli altri mi soppesino. E, prima o poi, la verità viene sempre a galla, nel bene e nel male».

Infine, risponde anche alle critiche sul presunto eccesso di ritocchi estetici: «Ho fatto un decimo di quello che hanno scritto. C’è chi preferisce la naturalezza e chi intervenire sul proprio corpo: nessuna scelta rende una donna più autentica di un’altra».

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