Max Giusti: “Con i miei figli ho già incassato un grande risultato. De Laurentis è l’unico che può contrastare Trump e Putin”. Max Giusti sui figli, l’imitazione di De Laurentis, le parole a Pier Silvio Berlusconi, e non solo. Il conduttore e comico romano, 56 anni, ne parla in una lunga intervista a ‘Il Messaggero’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
L’imitazione di De Laurentiis, racconta Max Giusti, è nata a Milano, una sera a cena in un bar, davanti a quella che definisce una “terribile pizza scongelata”. In quell’occasione iniziò a farla per il suo agente e per Fabrizio Ievolella, amministratore delegato di Banijay Italia.
È stato proprio Ievolella a dirgli che avrebbe dovuto proporla alla Gialappa’s; a loro piacque subito, anche se Giusti si prese quarantotto ore per capire meglio la situazione, “lo dico perché le parodie mi avevano un po’ stufato”, prima di lanciarsi definitivamente. Da lì è andata benissimo, tanto che oggi scherza dicendo che in fondo Aurelione è l’unico che può contrastare Trump e Putin, affrontandoli “a viso aperto: ‘Vladimir, Donald, voi non avete capito una cippa… Si fa così e così. Sentite a me (ride, ndr)’”.
Ripensando invece al Marchese del Grillo, ricorda come interpretarlo fosse stato liberatorio. Spiega che quel ruolo gli aveva tolto mille paure – “di non piacere, di sembrare eccessivo, di esagerare” – insieme a sovrastrutture e condizionamenti. Quando sul palco pronunciava la celebre battuta “Perché io so’ io e voi non siete un cazzo…”, si sentiva sollevato, perché dire una frase del genere davanti a duemila persone significa non avere più freni inibitori ed essere finalmente se stessi.
Max Giusti: “De Laurentis è l’unico che può contrastare Trump e Putin”
A proposito di condizionamenti e pregiudizi, ammette che sì, paga la troppa televisione fatta, almeno per essere preso sul serio dal mondo del cinema, ma considera la cosa normale. Non a caso, ricorda, su tre film da protagonista che ha interpretato, due se li è scritti da solo. E quando gli si chiede se al cinema debba ancora essere scoperto, risponde senza esitazioni: “certo. Trovare qualcuno che veda in te qualcosa di speciale è importantissimo”. Dopo aver fatto il Marchese del Grillo, per esempio, gli erano arrivate proposte per rifare alcuni film del “gigantesco Alberto Sordi”.
Il clamoroso successo dell’ultimo film di Checco Zalone, in questi giorni, gli ha fatto pensare soprattutto a quanto Zalone sia bravo. Dice che lo ha fatto tornare al cinema insieme ai suoi figli e lo ha fatto ridere, “tanto e con naturalezza”. Le polemiche sul politicamente scorretto, aggiunge, gli sono sembrate “davvero sceme”.
Alla festa di Natale di Canale 5 ha incontrato Pier Silvio Berlusconi per la prima volta, e racconta che gli ha detto “parole così belle che non le ripeto per non sembrare quello che se la suona e se la canta”. Aggiunge però che a Mediaset sta benissimo, perché c’è stima e c’è un progetto. Se sei mesi prima gli avessero detto che avrebbe fatto il preserale di Canale 5, con la benedizione di Gerry Scotti, non ci avrebbe mai creduto. Oggi sente che c’è fiducia: “il traguardo del percorso insieme non me l’hanno messo tra sei mesi ma fra tre anni”.
Quando gli si chiede se nel 2026 condurrà in prima serata “Scherzi a parte”, un nuovo preserale come “The Wall” e il gioco di logica “The 1% Club”, risponde semplicemente: “No comment”. Spiega che a Mediaset ha imparato che ci sono dei ruoli e bisogna rispettarli: finché l’editore non lancia qualcosa, nessuno può parlare. E quando gli viene chiesto se in Rai avrebbero potuto trattarlo meglio, si limita a dire: “Vabbè, ma la Rai è fatta così…”.
Max Giusti: “Con i miei figli ho già incassato un grande risultato”
Ripensando al percorso fatto fin qui, ammette che gli è mancato un complice, un autore, un regista o un collega. A livello di attori, sì: il problema è che a Roma quelli della sua generazione sono tutti cani sciolti. L’unico che avrebbe potuto metterli insieme – lui, Brignano, Mastandrea e altri – era Gigi Proietti. E aggiunge che proprio Proietti, prima di morire, gli aveva proposto di fare Falstaff al Globe Theatre.
Alla domanda se senta di dover dimostrare qualcosa, risponde di no. Dice di aver fatto un percorso abbastanza unico rispetto agli altri, anche se gli è mancata un po’ di contaminazione con gli altri colleghi, esperienza che magari farà in futuro. Nel frattempo, essere in tv tutti i giorni gli dà forza. Porta l’esempio di Gerry Scotti e di ciò che è riuscito a fare: sfidare la Rai e Stefano De Martino partendo il 14 luglio, quando tutti andavano in vacanza, un colpo di genio. Scotti, racconta, è stato generosissimo e lo ha guidato alla scoperta di Mediaset.
Conferma poi di avere un contratto di esclusiva “totale: due anni più uno”. Non è mai stato sul punto di mollare, anche se nel 2013, dopo l’ultima annata di Affari tuoi – che andò benissimo – non riuscire a trovare un solo dirigente Rai con cui parlare fu penoso, e capì da solo che era finita. Infine parla dei suoi due figli, che oggi hanno 15 e 13 anni. Non sa se faranno gli attori, è ancora presto per dirlo. Però “ho già incassato un grande risultato: non si vergognano di un padre che per campare si traveste anche da Cristiano Malgioglio… Sono fieri di me. Bello, no?”.
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